Si ferma lungo le sponde del Sile, in un Palaverde caldissimo, la lunga striscia di 7 vittorie della Germani Brescia, contro la miglior Treviso vista da inizio stagione che riesce a rimanere in testa per tutti i 40 minuti. La Nutribullet spera ancora in un posto al sole per le Final Eight e ancora orfana di Olisevicius, lancia JP Macura per la prima volta da inizio stagione nello starting-five e recupera l’infortunato Valerio Mazzola.
Treviso impone nella prima frazione di gioco un ritmo forsennato, grazie agli spumeggianti Alston e Macura, e scava un solco che arriva fino a + 16 sulla sirena dell’half time. Ivanovic è implacabile al tiro, e assieme a un ruvido Bilan fa assorbire un parziale che potrebbe essere ben più gravoso. Nella ripresa si accende come un bengala Amedeo Della Valle, che con le sue triple (finirà con 7/10 – 25 punti a referto), riporta Brescia a un passo dal sorpasso.
Il fenomenale Bowman termina la sua partita a metà terzo quarto per doppio fallo (tecnico + antisportivo su Burnell); Macura si siede in panchina con 4 falli.
Brescia si riavvicina temibile sotto le bombe di della Vallle, Burnell e Cournooh, mentre Vitucci si affida a una quintetto a trazione tricolore con in campo i tre lunghi italiani in contemporanea. Ma il cuore di Treviso è più forte delle bombe dei cecchini bresciani (50% da 3 a tabellino finale) e di un arbitraggio più che discutibile (30 tiri liberi concessi a Brescia e scelte più che contestabili).
Arriva allora il momento dei capitani, anzi dei gladiatori.
Mascolo in regia e penetrazione, Harrison al tiro pesante (19 e 20 punti rispettivamente) si caricano sulle spalle la squadra, il Palaverde è una bolgia e sembra tornato ai fasti di un tempo come 6° uomo in campo. A 8 secondi dalla sirena, con Brescia sotto di un solo punto, coach Poeta chiama time-out e prepara lo schema per il tiro finale. Della Valle è stretto nella morsa di Paulicap, riesce a scaricare sulla sinistra per Ivanovic che ha tra le mani il tiro della vittoria, ma il suo mattone da 3 impatta di grossolana tabella.
Treviso batte Brescia 86-84.

Nutribullet Treviso Basket
Paulicap 6.5: si concentra sulla fase difensiva perchè il cliente Bilan è esigente e ingombrante, ma il “Polipo” fa la sua parte assieme ai compagni di reparto; regala una inchiodata a una mano alla Vince Carter.
Harrison 8: il vecchio Red Storm torna a fare la differenza quando il livello di soglia dell’aqua si alza minaccoso e i falli tolgono di mezzo Bowman e Macura; coraggio da vendere e triple ignoranti sono il suo marchi di fabbrica. Chiude con 20 punti e se non fosse perchè Mascolo è un fenomeno sarebbe l’MVP. Bentornato Ink Man.
Alston 7.5: probabilmente le indiscrezioni di un possibile taglio in settimana l’hanno solleticato, o semplicemente deve essersi scambiato per la serata con il cugino scarso di Salonicco; tiro, difesa, palle rubate, rimbalzi; è lui l’uomo che mancava.
Bowman 7: a uno così puoi perdonare anche il momento di “mona” con l’espulsione per doppio fallo. Quando è in campo è sempre pericoloso, nonostante inizialmente giochi più per la costruzione di gioco che non per lo score personale. Dunk in corsa da cineteca.
Mascolo 9: anima e cuore di Treviso. Regista, tiratore (3/6 da 3), gelido nei omenti cruciali. E’il simbolo della rinascita collettiva della squadra, il pubblico gli rende omaggio e si inchina davanti al suo gladiatore del Golfo. MVP.
Mezzanotte 7.5: 15 minuti dove è incredibilmente necessario. Se Treviso Para il Colpo sul rientro di Brescia, molto passa anche per le sue mani.
Mazzola 7: rientra dopo il lungo infortunio alla schiena; si prende una tripla e strappa una palla a due a quel gigante di Bilan. Allevia le sofferenze difensive di Paulicap e Alston sotto canestro. Anche per lui tanti applausi.
Macura 8: potrebbe essere solo un ulteriore assaggio di quello che sa fare il biondino del Minnesota. Vitucci è oculato nel toglierlo nonappena si innervosisce troppo (a costo di ripagare personalmente i tabelloni luminosi davanti alla panchina); classe ne ha, se si riesce a liberare sul blocco è incredibilmente efficace al tiro o in penetrazione. Se userà la testa i minuti saranno di più cosi come i punti e lo spettacolo. Ma lui è “El Loco”, ed è già un idolo quando lo vedi a fine partita scappare a prendere in braccio la sua piccola Stella.
Torresani 6.5: si è ripreso dalle prestazioni sottotono delle scorse giornate. Ivanovic se lo ricorderà per le prossime nottate, così come il pallone dietro la schiena e lay-up che fa letteralmente cadere i vetri del Palazzo.
Pellegrino 7.5: incarna quello che Treviso vuole: gente concreta e che giochi con il cuore. Fa il lungo all’antica, ma smista qualche bel pallone filtrante. Non entra la sua tripla sulla sirena dei 24 secondi che avrebbe costretto il Consorzio Universo treviso ad aprire una Pratica di Ristrutturazione per crollo del Soffitto. Working Class Hero.
Coach Vitucci 8: trova finalmente la quadra tattica, ha la lucidità e il coraggio di dare a tutti il loro giusto spazio. Il fallo tecnico, di fronte a un arbitraggio del genere, si perdona.
Germani Brescia
Ivanovic 7: se non fosse per le sue triple e i suoi liberi (8/8 a fine gara) Brescia subirebbe nel primo tempo un parziale ben più pesante; non ha la lucidità nel finale per il tiro della vittoria.
Della Valle 8.5: una macchina da canestri, quando ha palla in mano da dietro l’arco fa una paura incredibile nel momento di stanca di Treviso; sfodera una precisione chirurgica (7/10) e una prestazione da vero leader.
Ndour 6.5: giocatore bello da vedere, quello che colpisce di lui è l’eleganza nei movimenti e nella meccanica di tiro; ma alla lunga la difesa di Treviso lo annulla.
Bilan 6: è il perno del gioco offensivo di Brescia, imperturbabile e ruvido come una carta vetrata a grana grossa impatta a turno con tutti i lunghi trevigiani che sono però bravi a contenerlo e limitarlo a 8 punti; fischiatissimo dal pubblico per diversi episodi di contatto fisico giudicati corretti dalla terna arbitrale, subisce anche lui ai liberi l’influenza di un assordante Palaverde (4/9).
Rivers 5: non è all’altezza di controllare le guardie bianco-azzurre.
Dowe 5: prestazione opaca per l’altro “Barba”, nonostante 10 punti a referto.
Cournooh 6: pochi minuti per lui a nei quali con la sua mobilità si ricava un’importante tripla, probabilmente a conti fatti meritava più spazio
Burnell 6: perde la sfida con i lunghi trevigiani, ha però il merito di indurre al fallo di frustrazione Bowman facendone terminare la partita a 15 minuti da termine, privando gli avversari della sua stella
Coach Poeta 5: la sua strategia di gioco subisce nettamente il ritmo elevatissimo di Treviso, è merito dei suoi tiratori e del fisiologico calo di intensità di Treviso se il gap di 16 punti viene colmato. Nonostante il talento diffuso, la rotazione è molto corta. Non bastano sorrisi e pacche sulle spalle ai direttori di gara per raddrizzare il risultato finale.
Terna Arbitrale, 4: arbitraggio oggettivamente non adatto a una gara di LBA e a tratti vistosamente non imparziale, basti guardare il numero di liberi concessi (30 vs 13). Fischi Meritati.
