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Home Interviste

Scariolo: “Real dimezzato, le squadre spagnole hanno giovanili che funzionano”

Marco Marini by Marco Marini
28 Gen 2025
in Interviste, EuroLeague
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Da quando ha lasciato il ruolo di head coach alla Virtus Bologna, Sergio Scariolo è rimasto perennemente nell’ombra del basket europeo. L’allenatore italiano continua a svolgere il ruolo di CT della Nazionale spagnola ma, ogni qual volta si parli di una squadra di Eurolega pronta a cambiamenti in panchina, il nome del nativo di Brescia salta fuori con insistenza. Fino ad ora, tuttavia, Scariolo non è ancora tornato su una panchina di club e continua a concentrarsi sul suo ruolo su quella della Spagna.

Un club che i rumors affiancano continuamente al suo nome è quello del Real Madrid, che in questa stagione ha avuto un rendimento finora non all’altezza delle aspettative.  Ospite della trasmissione radiofonica Alley Oop, condotta da Alessandro di Bari, Eugenio Petrillo e Marco Lorenzo Damiani Scariolo è intervenuto commentando proprio l’attuale situazione dei blancos.

“Chiaramente quando una squadra perde nello stesso anno un quintetto con Rodriguez, Causeur, Fernandez, Yabusele, Poirier, praticamente si è dimezzata. Come da tradizione a Madrid hanno reclutato bene, che hanno scelto bene i giocatori e hanno operato molto bene sul mercato. Quest’anno è stato più difficile, ci sono state delle scommesse, magari ancora fanno fatica ad essere considerate vinte, ma adesso ci sono dei segnali positivi. Devo dire che la squadra ha giocato bene e ha avuto una continuità di risultati pazzesca nell’ultimo mese quindi evidentemente hanno trovato la quadra.”

Nell’ultimo mese e mezzo si è sicuramente visto un Real Madrid ben diverso da quello di inizio stagione. Tuttavia, Scariolo non è convinto che questo sia ancora abbastanza per essere una contender seria in Eurolega. Molto dipenderà anche dall’inserimento dei nuovi acquisti, ovvero Bruno Fernando e Dennis Smith. Sempre ammesso che quest’ultimo riesca a tornare effettivamente in forma.

“Chiaramente manca qualcosina a livello di profondità per poter essere una squadra come Olympiakos, Panathinaikos o Fenerbahce. Adesso vediamo Dennis Smith come si inserirà, magari prenderanno anche un lungo [ufficiale Bruno Fernando, ndr] quindi vedremo”.

Scariolo ha poi parlato del sistema cestistico spagnolo, un meccanismo che lui stesso ha potuto conoscere e approfondire molto negli ultimi anni. Il basket spagnolo ultimamente è in un periodo di risultati meno rilevanti dal punto di vista della nazionale, ma l’ACB continua a crescere e nuovi talenti stanno emergendo. Qual è il segreto di un movimento così proficuo, anche nei periodi apparentemente più bui?

“In realtà non esiste un sistema spagnolo univoco. Ci sono molti fattori che concorrono al buon funzionamento dei settori giovanili, dei vivai e in definitiva del sistema di produzione di giocatori, anche se sono funzionali alla produzione di giocatori di medio livello. I fuoriclasse invece nascono per germinazione spontanea. Cioè i Gasol, i Navarro, i Rudy Fernandez, i Chacho Rodriguez sono fenomeni che hanno un’origine che non si può riportare a una programmazione.

È chiaro però che se c’è un volume di attività, prima nel mini basket e poi se c’è una presenza di pallacanestro nelle scuole, o se c’è una qualità di installazioni sportive, o un numero molto alto di squadre professionistiche di alto livello che continuano a lavorare nel settore della giovanile, allora aumenta la possibilità di far crescere i giocatori. Il problema poi però si trova alla fine di questa questa fase nel momento in cui escono dalla categoria juniores e lì sono tutti sulla stessa barca. Cioè non c’è un qualcosa che li accoglie che gli facilita l’inserimento nel professionismo.”

Una responsabilità molto importante è in mano alle squadre più blasonate. Anche loro devono voler puntare sulla crescita del settore giovanile, mandando il proprio sguardo più in là di quelli che sono i risultati della sola prima squadra. Un ragionamento che in Italia purtroppo ancora non avviene, o che determinate società hanno iniziato a mettere in pratica solo negli ultimi anni.

“Va quindi fatto un grande lavoro nei settori giovanili e, devo dire la verità, in quelli di squadre di altissimo livello. Qui c’è la grande differenza con le grandi squadre dell’Italia: hanno un reparto giovanile che funziona su cui ci sono investimenti e che producono giocatori.”

Infine Scariolo ha anche brevemente accennato allo stato di salute della sua Nazionale. L’ACB è il campionato con il maggior numero di stranieri in Europa, eppure il livello di competitività mostrato dai giocatori spagnoli rimane comunque alto. Oggi non ci sono più i Sergio Rodriguez o i Rudy Fernandez, ma l’ex coach della Virtus decide di scommettere su alcuni giocatori potenzialmente in crescita.

“Effettivamente il campionato spagnolo è quello nel quale c’è meno presenza di giocatori locali. Questo perché è più facile acquisire lo status di giocatore di formazione. In Spagna ci sono talmente tante società di alto livello che reclutano giocatori in tutto il mondo. Ogni anno entrano giocatori di grande qualità, che poi diventano giocatori di formazione. Ma non sono selezionabili per la nazionale naturalmente, quindi da parte nostra e come nazionale possiamo anche prendere dei rischi.

L’abbiamo fatto in molte occasioni, abbiamo fatto debuttare un numero enorme di giocatori negli ultimi anni. Devono crescere, ma c’è un certo ottimismo soprattutto per quanto riguarda qualche giocatore che è in crescita. Però c’è ancora davanti un po’ di tempo.”

 

Tags: EuroLeagueReal MadridSergio Scariolo
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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