Più di livello è l’avversario all’Allianz Cloud, più l’Urania Milano sfodera potenzialità nascoste: dopo Cantù, ecco il successo su Rimini (98-91) che porta la firma dei “soliti noti” (22 punti e 5 assist per Amato; 16 e 6 assist per Gentile; 16 punti con 4/7 da oltre l’arco per Leggio; 8 punti, 4 assist e 10 rimbalzi per Potts), ma anche di un Cesana “bomber” con 17 punti e 4/5 da oltre l’arco (high-season già raggiunto nella però disfatta di Pesaro) e di un Cavallero (4 punti) bravo a mantenersi in fiducia per passare da un air-ball ai liberi nel secondo quarto alla tripla del 93-89 che a 24” dalla sirena chiude quasi definitivamente i giochi.
Poi c’è il contributo speciale di Maspero: il tabellino dice 8 punti (con 2/2 nelle triple), 7 assist e 5 rimbalzi in 24’, il taccuino del cronista annota tante azioni che gradualmente cambiano l’inerzia della partita (40-48 per la Riviera Bianca all’intervallo) a favore dei Wildcats. «Ha fatto sempre le scelte giuste», è il commento alla sua prestazione da parte di coach Marco Cardani, dopo un sentito abbraccio a fine match. «Lorenzo è un ragazzo d’oro: sono contento per lui, così come per Cavallero, ma ovviamente ringrazio tutti i miei ragazzi per quest’altra prestigiosa vittoria. Ora si tratta di darle continuità».
Ovvero di riuscire a mantenere stimoli e concentrazione anche contro avversarie di fascia più bassa, evitando nuovi scivoloni come quello di Piacenza. Se mentalmente ci sono ancora nuove potenzialità da scoprire, fisicamente si tratta invece di affidarsi all’abilità dello staff medico non solo per recuperare quanto prima Udanoh, sostituito “part-time” contro Rimini da un Dzie (7 punti, 2 rimbalzi) che sconta la sua inesperienza con un terzo fallo già a inizio secondo quarto. Gli ultimi minuti di gioco vedono infatti seduti in panchina Cesana e Potts per problemi muscolari, mentre Gentile se ne sta su una sedia con la gamba distesa dopo una botta al ginocchio (serviranno controlli) rimediata nello scontro aereo in cui ha però la peggio Gora Camara, portato fuori in barella con il collo immobilizzato (dopo i minuti d’ansia durante i soccorsi – anche per Ousmane Diop, presente al Palalido proprio per vedere il suo connazionale – per il centro senegalese l’infortunio pare fortunatamente meno grave del previsto).
A fine match, sempre coach Marco Cardani lancia in maniera diretta (suo marchio di fabbrica, a quanto stiamo verificando conferenza stampa dopo conferenza stampa) un più che condivisibile appello: «6 partite in 22 giorni sono troppe, non solo per noi ma per tutti. In campo si vedono giocatori sfiniti, con il rischio di infortuni presente a ogni azione: spero che chi ne ha la facoltà intervenga per il futuro e in questo senso mi sono già confrontato più volte con il nostro amministratore delegato Luca Briganzoli, visto che fa parte del consiglio direttivo della LNP».
Con Rimini alla seconda sconfitta consecutiva e alla sesta in 11 partite dal 15 dicembre a oggi (dopo una partenza 14-1), coach Sandro Dell’Agnello vede a sua volta accendersi la spia rossa del carburante: «Senza Tomassini e Simioni, abbiamo dato fondo a tutto quello che abbiamo, fisicamente e tecnicamente. E difensivamente non siamo stati attenti al loro tiro da tre, condedendo conclusioni che hanno contribuito alla loro ottima percentuale (16/27 da oltre l’arco per l’Urania, pari al 59%, ndr)».
Augurando di cuore un pronto recupero a Camara (13 punti e 6 rimbalzi, prima della forzata uscita a 5 minuti dalla fine), da osservatori lontani dobbiamo registrare a fianco della super-prestazione di Robinson (28 punti, 5 assist in 31’), della doppia doppia di Johnson (17 + 14 rimbalzi) e dell’abilità balistica di Grande (18, con 5/9 nelle triple) un’insufficiente prova di Marini, autore sì di 11 punti, ma con 3/18 dal campo e non solo per gli indubbi meriti della difesa dell’Urania.
Al di là delle individualità, nella lunga maratona verso l’A1 dopo una partenza “sparata” Rimini pare essere in questo momento il runner più a corto di fiato, e magari anche con qualche dolorino alla milza, ma comunque sempre lì a sgomitare in quelle primissime posizioni che vedono però un gruppetto sempre più agguerrito alle spalle. Urania Milano inclusa. (Paolo Corio)
