HomePagelleNapoli è pazzesca, Brescia KO 90-85, le pagelle

Napoli è pazzesca, Brescia KO 90-85, le pagelle

Napoli non vuole più fermarsi. Anche il tabù Germani Brescia viene sfatato al FVA PalaBarbuto e vale il quinto successo in 7 gare, quarto consecutivo in casa, terzo consecutivo in assoluto.

La nuova Napoli di Giorgio Valli pare aver svoltato finalmente una stagione che appariva disastrata.

Nel mezzogiorno di Fuorigrotta splendono le stelle di chi c’è stato dall’inizio.

Un sontuoso Kevin Pangos da 22 punti e 13 assist vale l’attesa iniziale per rivederlo in campo dopo l’infortunio rimediato in avvio di stagione, un gigantesco Totè (22 punti e 12 rimbalzi) rivaleggia con Miro Bilan (13+13rb); è il riscatto di chi ha dovuto ingoiare quasi 4 mesi di rospi, di frustrazione e di contestazione.

La Germani gioca, dal suo canto, una buona gara, rispondendo presente ogniqualvolta i padroni di casa tentano la fuga e ricucendo di forza il massimo svantaggio (59-48) per chiudere il terzo periodo in parità (63-63) grazie ad un momento di onnipotenza di Nikola Ivanovic (20).

Nel finale Napoli mette il naso avanti ancora una volta con Pangos e un ritrovato Zubcic che piazza due triple fondamentali.

Non basta la preghiera di un mai domo Della Valle (16) a ribaltare ancora una volta le sorti del match, fa festa il PalaBarbuto.

La gara, tuttavia, non ha potuto contare sull’apporto sonoro del tifo organizzato. Nei momenti immediatamente precedenti alla palla a due Enzo, tifoso bresciano in trasferta, ha accusato un malore ed è stato immediatamente trasferito all’Ospedale San Paolo, dove al momento è ancora ricoverato in terapia intensiva.

Per rispetto nei suoi confronti, entrambe le tifoserie hanno scelto di non intonare cori e di coprire i rispettivi striscioni. La speranza è che presto vi siano buone notizie sulle sue condizioni.

Napoli Basket

Pullen 6-: patisce un periodo d’appannamento realizzativo e si vede, compensa nei momenti decisivi con scelte che cambiano l’inerzia della gara.

Zubcic 7: inizialmente è costretto a stare sulle tracce di Ndour e Bilan, con l’andare dei minuti si fa notare anche nella metà campo avversaria e diventa chirurgico quando la palla gli arriva in angolo.

Treier 5,5: fatica molto a trovare una collocazione in campo e spesso si trova nella morsa di Burnell e Rivers, opaco ma non fa mancare l’impegno.

Pangos 8: 22 punti, 13 assist, quest’ultimo è il secondo miglior dato dal ritorno di Napoli in Serie A dopo i 15 di Ennis a Venezia. Gestisce tutto, palloni e compagni, letture e avversari, quasi avesse in mano il joystick e stesse giocando a livello facile. Sontuoso.

De Nicolao 6: paga la presenza nel momento in cui Brescia mette il turbo e fa il possibile per arginare gli avversari. Nel primo tempo mette ordine, nel secondo disturba più volte il palleggio avversario.

Woldetensae 6,5: una tripla d’autore, un’altra importante, poi tanta difesa e lavoro oscuro.

Saccoccia sv: pochi secondi per spendere un fallo.

Egbunu 5,5: si presenta attaccando bene il ferro ma è ancora un pesce fuor d’acqua, serve tempo ma l’impegno non manca.

Green 6: gara decisamente in tono minore, emerge in determinati momenti quando si prende il centro dell’area e fa partire il suo tiro dalla media.

Totè 8: monumentale come il Colosso di Rodi, inaugura la sua prestazione dal campo con due bombe frontali, comincia a segnare da sotto e dalla media con mano morbidissima. A rimbalzo è un leone, doppia doppia da 22 punti e 12 rimbalzi, Pozzecco è avvisato.

Mabor ne.

All. Valli 8: clinico nell’osservare, puntuale nell’apportare modifiche, attento a fermare l’inerzia avversaria chiamando con tempismo i time out. La convivenza Totè-Egbunu è da rivedere, manca il collaudo.

 

Germani Brescia

Bilan 7,5: dalle sue mani da pianista passa una mole ingente di palloni che lui spesso ribalta sul lato debole, dimostrandosi il secondo playmaker in campo per Peppe Poeta, Confeziona una doppia doppia ma paga le percentuali rivedibili dall’area.

Ferrero sv: qualche secondo di parquet.

Dowe 5,5: prova a far valere il fisico con i pari ruolo ma la sua regia è lontana da quella di Ivanovic, tanto che Poeta, in assenza del serbo, preferisce che sia Della Valle a svolgerne le veci.

Della Valle 7: multiuso e ultimo ad arrendersi, alterna momenti di gestione del gioco ad altri da guardia pura in cui fattura con la solita frequenza. Prova fino alla fine a riaprire l’incontro, chinando il capo solo quando non c’era più nulla da fare.

Ndour 5: parte in maniera incoraggiante ma si spegne presto. Corre dietro i cambi difensivi e finisce disorientato.

Burnell 5,5: puntuale a rimorchio, poco incisivo nel resto. Gara tutto sommato anonima, a parte qualche sprazzo in cui fa valere le proprie qualità, troppo poco, però, per uno come lui.

Tonelli ne.

Ivanovic 7: ha un momento di assoluta onnipotenza nel finale del terzo quarto, rimontando quasi da solo il massimo svantaggio dei suoi. Nel resto della gara alterna cose buone a letture un po’ lente.

Mobio 6: pochi minuti, compito svolto.

Rivers 7,5: aspetta il ribaltamento di Bilan con la stessa fiducia di chi sa che Clark Kent uscirà dalla cabina telefonica come Superman e si fa trovare pronto. In avvio attacca con convinzione il ferro, poi anche lui è costretto a girare a largo.

Cournooh 5,5: approccio timido, presenza appena riscontrabile. Fa il compitino, niente di più, niente di meno.

Pollini ne.

All. Poeta 6: la sconfitta è da attribuire ai meriti degli avversari, lui prova a cercare soluzioni alla serata grigia di Ndour e Burnell e riesce anche a trovarle, salvo poi ricevere la contromossa di Valli.

Tifosi, 10: nel Paese in cui tutto è ragione di contrapposizioni e polarizzazione, due universi storicamente avversi si sono uniti quando un sostenitore della Germani ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale. Striscioni coperti, niente cori e solo una stretta di mano tra due città sportivamente rivali unite nello sperare che tutto si risolva nel migliore dei modi. In bocca al lupo, resisti Enzo!

e.defalco
e.defalco
Giornalista pubblicista, nato a Napoli ma vissuto per oltre metà della sua vita a Madrid che gli ha attaccato la malattia dell'Estudiantes. Appassionato Knickerbocker, ha giocato a basket anche se le sue leve l'avrebbero sconsigliato. Creatore di Uno Hobbit al Ferro.

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