La stagione regolare della LBA si è conclusa con la Reyer Venezia che ha conquistato 8° posto in classifica, con un record di 16 vittorie e 14 sconfitte, garantendosi così l’accesso ai playoff.
Come arriva la squadra ai play off: La squadra allenata da Neven Spahija ha mostrato un carattere forte nonostante una stagione caratterizzata da alti e bassi e numerosi infortuni, senza mai perdere di vista l’obbiettivo play off. Obiettivo minimo che è arrivato molto risicato, costringendoli ad affrontare subito la Virtus Bologna ampiamente favorita al titolo. Nonostante il recupero di tutti i giocatori (eccezion fatta per Fernandez) l’ultimo periodo di regular season non ha portato molti fattori positivi e se vogliamo qualche batosta inaspettata. Parliamoci chiaro: in ottica di questa serie playoff, Venezia non parte neanche lontanamente con i favori del pronostico, non penso faccia turnover per questa serie visto che si gioca il tutto per tutto. Sulla carta il roster è di primo livello, ma l’amalgama è mancato durante tutta la stagione. La Reyer arriva a questi play off in ottime condizioni sia fisiche che mentali.
I punti forti:
I punti forti della squadra lagunare sono certamente Kabengele, vero dominatore dell’area e in procinto di approdare in Eurolega per la prossima stagione (queste almeno sono alcune voci che girano recentemente). Ma sappiamo bene che certi giocatori dominanti non girano se non c’è alle spalle un backcourt di livello, e in questo i lagunari avrebbero Tyler Ennis, certamente uno dei giocatori più positivi non solo del roster veneziano ma dell’intera LBA. L’asse Ennis-Kabengele è certamente la cosa che meglio ha girato durante la stagione.
Il punto debole:
se vogliamo non è tanto nel roster (che certamente è qualitativamente inferiore ai Virtussini e più “corto”) quanto mai “mentale” e represso forse dal gioco mai veramente decollato in questi anni sotto la guida di Spahjia. Si nota spesso una mancanza di fluidità nel gioco. Abbiamo visto che la Reyer spesso fatica a recuperare se viene messa sotto da inizio gara.
Il giocatore chiave:
sarà quasi certamente Parks, dando per scontato che l’asse Ennis-Kabengele si mantenga sulla costanza di rendimento espressa fino ad oggi. Jordan sa essere fondamentale sia in attacco che in difesa, potendosi costruire tiri a gioco rotto e portando sempre una grande intensità a rimbalzo.
Servirà certamente un miracolo e per questo tutto il team deve esprimersi ad altissimi livelli, gettando il cuore oltre l’ostacolo.





