HomeIntervisteIntervista a Kyle Hines: cuore, Olimpia Milano, Eurolega e futuro

Intervista a Kyle Hines: cuore, Olimpia Milano, Eurolega e futuro

Kyle Hines ha terminato la sua carriera da giocatore e ha già intrapreso un nuovo percorso di apprendimento per il suo prossimo capitolo. Nell’intervista esclusiva che abbiamo realizzato abbiamo parlato del suo futuro, di Eurolega, del rapporto con Milano e alcuni protagonisti dei suoi successi.

Questa mattina due persone parlavano di te, chiedendosi: come può uno della sua altezza essere uno dei migliori centri nella storia dell’Eurolega? Come lo spieghi?

Onestamente, vorrei saperlo anch’io. Scriverei la ricetta per provare a ricrearla. Ma penso che molto venga dal mio cuore, dalla mia determinazione, dalla mia voglia di giocare.
Credo fortemente che l’altezza non conti, la posizione non conti. Sei un giocatore di basket, sei un giocatore di basket. È così che ho sempre affrontato le partite, dando tutto per aiutare la mia squadra a vincere. Questo è tutto ciò che conta per me.

Cosa pensi di questo evento che cresce sempre di più? Tanti prospetti in campo.

È un evento fantastico. È speciale.
Per questi ragazzi di 15, 16, 17 anni è un’opportunità unica. Giocano non solo davanti a coach NBA e scout, ma anche contro altri giocatori e prospetti da tutto il mondo. È un evento importante per migliorare. Sono veramente emozionato e onorato di farne parte.

Voglio condividere due momenti con te e Nicolò Melli. A fine stagione lui ti ha passato la coppa, forse sapeva già qualcosa. E poi quell’abbraccio incredibile dopo la vittoria dell’Eurolega. Che rapporto avete?

Abbiamo un legame speciale. Io ero il suo autista per andare e tornare dal Forum. Abbiamo condiviso tante conversazioni e momenti.
Lo rispetto molto, come persona e come giocatore. Quando ha iniziato a Reggio Emilia, aveva 16 anni, ed era la mia prima stagione da professionista. Eravamo quasi rivali, ma abbiamo condiviso l’inizio del nostro percorso.
Sono stato felice per lui quando ha vinto, soprattutto perché ha potuto farlo con la sua famiglia. È un’emozione diversa quando hai i tuoi figli, tua moglie, le persone care con te. Per lui, credo sia stata la ciliegina sulla torta.

Ho fatto la stessa domanda a Chacho oggi. Anche con lui hai un rapporto speciale. Cosa lo rende così unico?

Chacho è il mio playmaker. Facile.
Abbiamo una grande connessione anche fuori dal campo. Abbiamo vissuto esperienze simili, abbiamo gusti simili, amiamo il buon cibo, il buon vino e stare bene insieme. Ma prendiamo il nostro lavoro molto seriamente. È uno degli amici con cui mi piace di più passare il tempo.

Cosa pensa Kyle Hines dell’espansione dell’Eurolega a 20 squadre?

Penso che sarà una sfida, soprattutto per le squadre con risorse limitate. Ma è qualcosa di necessario per far crescere l’Eurolega, per espandere il gioco in nuove regioni. Renderà tutto più competitivo e stimolante.
Espandersi a Dubai, accogliere Hapoel Tel Aviv e riportare Valencia darà stabilità. Più squadre significano più partite e più opportunità per fan e giocatori. E i giocatori amano giocare, no? Quindi forse significa più partite e meno allenamenti!

Quali sono i tuoi obiettivi per i prossimi due o tre anni? Vuoi allenare in Europa, NBA?

Ho imparato presto che non bisogna limitarsi a una sola cosa. Il mio obiettivo principale è imparare il più possibile su questo sport.
Voglio capire dove posso essere più utile per una squadra o un’organizzazione, aiutare i giovani, essere una guida. Ho imparato tanto e se posso trasmetterlo come altri hanno fatto con me, è quello che voglio fare.
Che sia allenatore, GM o altro, va bene per me.

Abbiamo intervistato un coach di sviluppo di Olimpia Milano Giuseppe Mangone e ci ha detto che i nomi di Kyle Hines e Chacho Rodriguez vivono ancora nel Forum. Lo senti? Senti di aver lasciato qualcosa a Milano anche dopo il ritiro?

Sì, Olimpia è casa. Milano è casa.
Questa settimana ero ad Abu Dhabi a vedere la squadra giovanile. Ho tanti ricordi con Chacho, Gigi e tanti altri. Abbiamo costruito un rapporto speciale con la squadra, il club, i tifosi.
Sarà sempre casa per me. E farò sempre tutto il possibile per continuare la sua tradizione e il suo livello di eccellenza.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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