Achille Polonara, ricoverato a Valencia per leucemia mieloide, si è raccontato a La Gazzetta dello Sport. Dopo aver sconfitto un tumore ai testicoli, l’ala azzurra ha subito un altro duro colpo dalla vita. A inizio luglio, dopo le prime cure a Bologna, Achille Polonara si è trasferito con la famiglia a Valencia per affrontare i cicli di chemioterapia e il successivo trapianto di midollo.
Queste le sue parole:
“Dopo due anni a lottare per sconfiggere un tumore mi è cascato il mondo addosso nello scoprire di avere una patologia ancora più grave. Ho incominciato a pensare: ‘perché proprio a me?, Cosa ho fatto di male?’. In confronto a questa malattia, quello che ho avuto prima non è paragonabile. Quando ho sentito la parola leucemia l’ho accostata alla morte. Fa paura. Ora viviamo alla giornata e aspettiamo di capire se a fine luglio riuscirò a uscire dall’ospedale per qualche giorno. Quindi non so dire quando potrò tornare in Italia. Sono fortunato però perché la mia famiglia è qui con me. Sono concentrato su quello che sto facendo qui, in Spagna. Non penso al campo, al pallone, agli allenamenti. Il mio obiettivo è tornare a una vita normale, poi se ci sarà il basket tanto meglio”.
Sulla scelta di curarsi a Valencia
“Perché in Italia nessuno propone questo tipo di cura. Ho finito un ciclo di chemio mercoledì scorso e ne inizierò un secondo tra qualche giorno. In questi giorni di pausa prendo delle pastiglie che dovrebbero in futuro abbassare il rischio di recidiva. Pratica che nel nostro Paese non c’è. I primi giorni non sono stato benissimo: ho avuto nausea e mal di pancia e mi hanno alimentato tramite flebo”.
Sulle tempistiche della sua permanenza in Spagna
“Non si sa. Il secondo ciclo sarà più leggero ma poi ci sarà il trapianto di midollo da fare. Quindi si dovrà valutare come reagirò. Viviamo alla giornata e aspettiamo di capire se a fine luglio riuscirò a uscire dall’ospedale per qualche giorno. Quindi non so dire quando potrò tornare in Italia. Sono fortunato però perché la mia famiglia è qui con me”.
Sulla Nazionale
“Mi dispiace molto non far parte del gruppo ma naturalmente quest’estate sarò il primo tifoso della Nazionale. Io ho un’altra partita da vincere ma certo, se dovessero andare bene le cose all’Italia mi darebbe ancora più forza per la mia battaglia.
I miei compagni mi sono sempre vicini. Ne sento 2-3 ogni giorno. Ad esempio giovedì mi sono fatto una bella chiacchierata al telefono con Gallinari, poi ho sentito Tonut. Ovviamente ho parlato con Spissu, per me è come un fratello. Tutti i giorni mi scrive Pozzecco che non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno. Ho percepito la vicinanza della grande famiglia azzurra”.
Sulle ambizioni azzurre a EuroBasket
“Mi auguro si tolga di dosso lo scoglio dei quarti di finale. Speriamo che il bronzo delle ragazze spinga anche gli azzurri ad arrivare tra le prime quattro”.
Sulla Virtus che sta nascendo
“Sta nascendo una squadra molto competitiva. Ci sono giovani interessanti ma anche giocatori d’esperienza. E poi un gruppo allenato da Dusko (Ivanovic, ndr.) dà sempre qualcosa in più. Potrebbero togliersi belle soddisfazioni. La prima firma è stato Vildoza, giocatore che il coach conosce bene perché era con lui e con me a Vitoria quando abbiamo vinto il campionato spagnolo. Oltre a Niang, un prospetto NBA interessante. Certo, all’inizio per lui non sarà facile”.
