Trainotti: “Le giovanili italiane crescono, ma il modello college USA frena i migliori talenti”

Le Nazionali scese in campo alla BTS Arena hanno riportato a casa, anche solo per un giorno, Salvatore Trainotti. Il dirigente trentino, coordinatore delle squadre nazionali, da qualche mese ha lasciato Verona dopo la promozione in Serie A per dedicarsi esclusivamente ai colori azzurri. E Trainotti non si è sottratto, rilasciano una lunga intervista a l’Adige.

Un’estate caratterizzata da grandi soddisfazioni, come l’argento conquistato dall’Under 18 proprio a Trento: “A livello di risultati spicca l’argento dell’Under 18. È stata un’estate complicata: tutte le nazioni stanno investendo e il livello è altissimo. Il nostro lavoro non è solo ottenere medaglie, ma aiutare i ragazzi a crescere, affermarsi e svilupparsi assieme ai club”.

Un torneo che ha mostrato sprazzi di pallacanestro adulta: “In quella fascia d’età ci sono ragazzi che giocano già nelle prime squadre, come Niang a Trento. Quella medaglia ha un valore importante”.

Sullo sfondo, però, resta la forte attrazione esercitata dai college americani sui diciannovenni italiani, con il rischio di un vuoto generazionale per il nostro campionato:

“Quando succede qualcosa di così dirompente ci sono sempre problemi. In Italia abbiamo avuto anche lo svincolo. Dobbiamo vedere questa situazione come un’opportunità: non può essere una risposta solo della Federazione, ma una risposta di sistema che coinvolga club e leghe. Chi rimane in Italia deve avere stimoli tecnici adeguati”. In questo senso, la Dolomiti Energia Trento rappresenta un modello virtuoso per il coraggio dimostrato nel lanciare i giovani.

Gli impegni azzurri e le prospettive sulla nuova LBA

Le Nazionali maggiori si preparano a sfide di rilievo: la femminile verso il Mondiale, la maschile impegnata nelle tappe di qualificazione:

“Per la maschile è una situazione particolare: è l’unica volta che riusciamo ad esserci tutti e dobbiamo sfruttare queste partite. La femminile è un gruppo consolidato che viene dal bronzo europeo: le ragazze hanno una consapevolezza e un’ambizione mai avute negli ultimi anni”.

Guardando al campionato di Serie A, Trainotti prevede una stagione particolarmente livellata:

“Vedo un campionato più equilibrato rispetto agli ultimi anni. Ci sono incognite legate agli aumenti degli investimenti e alla gestione del doppio impegno con le coppe. A emergere saranno le squadre capaci di superare i momenti difficili: la solidità societaria sarà una componente fondamentale”.

Il futuro personale di Trainotti: “Ambizione e umiltà”

Dopo l’esperienza con Verona, Trainotti guarda al suo percorso dirigenziale con la consueta pragmatica ambizione. “In questo momento mi concentro sul lavoro con la Federazione per lavorare con l’eccellenza. Un dirigente deve avere l’umiltà di mettersi in discussione ogni giorno, ma anche l’ambizione di ambire al massimo livello. Il mio profilo è adattabile e posso declinarlo in qualsiasi tipo di sport”.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.