Abbiamo avuto il piacere di intervistare Aleksander Sekulic. Aleksander non è solo un allenatore, è un leader calmo e incredibilmente preparato, che ispira tutti quelli che gli stanno intorno con la sua passione e dedizione. Ciò che colpisce di più è la sua fame di successo, un ingrediente chiave che si ritrova nei migliori allenatori. Quando parli con lui, percepisci il suo profondo impegno nel costruire non solo squadre forti, ma vere e proprie famiglie unite, che lottano insieme dentro e fuori dal campo.
1. Qual è stato il tuo primo pensiero quando ti ha chiamato lo Zenit? Hai avuto quella sensazione viscerale del “è la volta buona”?
Quando è arrivata l’offerta dallo Zenit, ho visto un club che considero uno dei migliori in Europa per organizzazione e ambizione. Il modo in cui lavorano, la struttura… si distinguono davvero. Non ci ho pensato due volte, a essere onesto. Gli obiettivi sono sempre i più alti e, quando ti si presenta un’opportunità in un ambiente così ambizioso, la decisione diventa facile.
2. Ogni allenatore ha quella sfida che gli toglie il sonno. Quale pensi sarà la tua più grande sfida allo Zenit?
Le sfide ci sono sempre, alcune più grandi, altre più piccole, dipende. Come allenatore, voglio procedere passo dopo passo, costruendo il roster nel modo giusto per soddisfare tutte le aspettative del club. Il mio obiettivo è creare una squadra che possa lavorare insieme, perché la chimica è uno dei fattori più importanti per una squadra vincente. Questa è la base di tutto, se vogliamo competere per i titoli.
3. Hai allenato nazionali, club di alto livello, giocatori stellari… ma qual è la cosa che vuoi ancora dimostrare come allenatore?
Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni dei migliori giocatori e squadre, ed ogni esperienza mi ha formato. Ma una cosa che voglio ancora dimostrare è che posso costruire qualcosa di duraturo, qualcosa che vada oltre i risultati e i trofei. Voglio creare una cultura in cui gli atleti crescano non solo come giocatori, ma anche come persone. Ho vinto partite e titoli, ma ciò che mi motiva davvero è costruire una legacy, qualcosa di significativo e duraturo.
4. Se chiedessimo ai tuoi ex giocatori di descriverti con una parola, quale pensi che userebbero?
Penso che molti direbbero che sono “esigente”, ma nel senso positivo del termine (ride). Li sprono perché credo in loro e voglio che si mantengano a standard elevati. Non si tratta solo di vincere; voglio che crescano nella loro versione migliore, dentro e fuori dal campo. Non sono sempre tenero con loro, ma sono sempre onesto. E non chiederò mai a un giocatore di fare qualcosa che io stesso non sarei disposto a fare.
5. Qual è il tuo obiettivo principale con lo Zenit BC per questa stagione?
Direi che il nostro obiettivo è competere al massimo livello in ogni competizione e vincere. Ma oltre ai risultati, voglio che siamo una squadra con una forte identità, che gioca in modo altruista, con orgoglio e che non si tira mai indietro di fronte a una sfida. Voglio che siamo un gruppo di cui i nostri tifosi possano essere orgogliosi e che i nostri avversari rispettino.
6. Hai allenato Luka Dončić. Qual è la cosa più “alla Luka” che ha fatto e che ti ha lasciato senza parole?
Luka è una persona speciale e, soprattutto, un grande giocatore di basket. Mi lascia senza parole ogni singola volta che giochiamo, per quello che fa sul campo. In ogni partita porta qualcosa di nuovo che sorprende non solo me, ma tutti quelli che lo guardano.
7. Qual è il messaggio che vuoi mandare adesso ai tifosi dello Zenit?
Sono davvero orgoglioso di essere qui. È un onore entrare a far parte di un club con così tanta ambizione e tifosi così appassionati. A tutti i tifosi, il mio messaggio è semplice: “Sono qui per costruire qualcosa di forte, competitivo e duraturo. Capisco le aspettative e le accogliamo pienamente. Daremo tutto, in ogni allenamento, in ogni partita, in ogni momento, per rendervi orgogliosi. Costruiamolo insieme.”





