La NBA ha ufficialmente aperto un’indagine sui Los Angeles Clippers e su Kawhi Leonard, dopo un’inchiesta che ha sollevato dubbi su presunti pagamenti esterni utilizzati per aggirare le regole del salary cap.
Secondo quanto riportato dal podcast Pablo Torre Finds Out e confermato da documenti visionati da The Athletic, Leonard avrebbe firmato un accordo di 28 milioni di dollari con Aspiration, società ambientale poi fallita e parzialmente finanziata dal proprietario dei Clippers Steve Ballmer. L’intesa, firmata nel 2022, non prevedeva obblighi concreti di attività promozionale da parte del giocatore e sarebbe stata legata alla sua permanenza nella franchigia californiana.
In una dichiarazione ufficiale, i Clippers hanno negato ogni irregolarità:
“Né i Clippers né Steve Ballmer hanno aggirato il salary cap. L’investimento in Aspiration era legato alla missione ambientale della società, non a Kawhi Leonard. Accogliamo con favore l’indagine NBA e collaboreremo pienamente.”
La vicenda si complica ulteriormente con il coinvolgimento di Joseph Sanberg, co-fondatore di Aspiration, che ha già ammesso una frode da 243 milioni di dollari. Tra i creditori della società compaiono proprio i Clippers (30 milioni) e KL2 Aspire, società riconducibile a Leonard, che reclama 7 milioni.
Non è la prima volta che la lega indaga sul rapporto tra Leonard e i Clippers. Già nel 2019, durante la free agency, erano emerse accuse di richieste improprie avanzate dal suo entourage, ma non furono trovate prove di violazioni.
Secondo il regolamento NBA, i casi di circumvention del salary cap possono comportare sanzioni pesanti: multe fino a 7,5 milioni di dollari per la squadra, la perdita di scelte al draft, l’annullamento dei contratti e multe o sospensioni per i tesserati coinvolti.
La NBA non ha ancora comunicato tempi e modalità dell’inchiesta, ma la vicenda potrebbe avere conseguenze significative sia per Leonard sia per i Clippers.
