HomeLega BasketOlimpia MilanoDevin Booker: dal sogno NCAA a EuroLague, spinto dall'amore per la famiglia

Devin Booker: dal sogno NCAA a EuroLague, spinto dall’amore per la famiglia

Devin Booker non è solo un nome noto del basket europeo: è il simbolo di una carriera costruita mattone su mattone, con pazienza, fatica e un motore emotivo ben preciso: la famiglia. Dalle prime sfide in South Carolina con il fratello Trevor fino all’arrivo a Milano, il lungo americano ha percorso una strada unica, segnata da sacrifici, viaggi e crescita personale.

Un talento nato in famiglia

“Ho iniziato a giocare imitando mio fratello Trevor. Lui è stato il mio primo modello, e oggi cerco di esserlo io per i miei figli.”

Nato nel cuore del South Carolina, Devin Booker ha respirato basket fin da piccolo. Il fratello maggiore, Trevor Booker, ha avuto una solida carriera NBA, e la madre ha trasmesso ai figli la passione per il gioco.

La pallacanestro, per Devin, è sempre stata una questione di legami familiari. Oggi, a 34 anni, gioca con uno sguardo sempre rivolto ai suoi quattro figli, in particolare il maschietto che – come racconta – osserva ogni sua mossa. La motivazione più profonda? “È la mia famiglia che mi fa andare avanti.”

Clemson: gli inizi e il sogno NCAA

Devin Booker ha condiviso i primi passi importanti della carriera con Trevor anche a livello scolastico e universitario. Entrambi hanno indossato la maglia di Clemson University, dove Trevor era già una stella e Devin muoveva i suoi primi passi.

  • 2009/10: Clemson conquista un posto al torneo NCAA.

  • Trevor chiude la stagione con 15.3 punti e 8.4 rimbalzi di media.

  • Devin, rookie, mostra sprazzi di talento (4.5 punti e 2.9 rimbalzi a partita).

Nei quattro anni a Clemson, Booker partecipa al torneo NCAA tre volte, anche se l’eliminazione al primo turno resta un piccolo rimpianto. “Un’esperienza comunque importante, che mi ha formato”, dirà poi.

Dalla Francia alla consacrazione in EuroLeague

Dopo il college, mentre Trevor esplorava la NBA, Devin ha deciso di inseguire il suo sogno in Europa. Il primo approdo è in Francia, a Nancy, poi il trasferimento a Bourg, dove arriva il primo successo: la vittoria del campionato di Pro B:

“All’inizio fu uno shock culturale, ma in Francia è iniziata la mia vera carriera.”

Nel triennio francese brilla a Chalon-sur-Saône, dove viene nominato MVP della Ligue Nationale de Basket con una media di 15.1 punti e 7.6 rimbalzi. È il trampolino di lancio verso una carriera ai massimi livelli.

EuroLeague e la maturità cestistica

Con il passaggio al Bayern Monaco, Devin Booker entra finalmente nel gotha del basket europeo: EuroLeague. Da quel momento in poi la sua carriera è costellata di esperienze con:

  • Bayern Monaco (prima e seconda volta)

  • Khimki Mosca

  • Fenerbahçe

In EuroLeague, Booker dimostra di non essere solo un lungo fisico, ma anche un giocatore versatile, capace di adattarsi, migliorare e diventare una minaccia anche dall’arco. Nella scorsa stagione ha chiuso con il 38.9% da tre punti, con quasi tre tentativi a gara.

Il ritorno in Germania e la nuova sfida a Milano

Dopo la parentesi turca con Jan Vesely al Fenerbahçe, Booker torna al Bayern e oggi veste i colori dell’Olimpia Milano, pronto per una nuova sfida:

“Sono venuto con la mente sgombra. Darò tutto me stesso, senza aspettative. So cosa posso fare.”

Il feeling con Josh Nebo, altro lungo atletico e dinamico, promette spettacolo. L’idea di una coppia 4-5 complementare è già stata testata in passato da Booker, con ottimi risultati:

“La combinazione con Josh Nebo mi piace molto. Con lui, posso andare in campo e giocare libero. Occupare entrambi i ruoli, 4 e 5. È sempre intrigante avere un altro lungo accanto. È un’opportunità che ho già avuto con Jan Vesely al Fenerbahce”

Leadership silenziosa e ispirazione per i giovani

Con alle spalle esperienze internazionali e una profonda maturità, Devin Booker è anche un punto di riferimento per i più giovani. Condivide il campo a Milano con una leggenda come Bryant Dunston, ma lui stesso rappresenta una figura da seguire:

“Alla sua età, Dunston fa ancora le stesse cose di dieci anni fa. È un modello. Come lui, voglio essere un esempio.”

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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