La stagione di Eurolega che sta per iniziare presenterà una importante novità. Per la prima volta nella storia recente del torneo, la competizione si allargherà a 20 squadre invece che 18, con l’inclusione di nuove realtà sportive in crescita come Dubai o l’Hapoel Tel Aviv. Attenzione, però, a possibili cambiamenti in corso che potrebbero cambiare completamente la fisionomia di EuroLeague. Dall’inizio delle azioni militari condotte da Israele nella Striscia di Gaza si parla di una possibile esclusione dei team israeliani, ma questa possibilità non è mai diventata realtà. Notizie recenti tuttavia parlano di come la FIFA, ente calcistico, abbia iniziato a prendere in considerazione la sospensione di Israele e questa decisione potrebbe generare un effetto a cascata molto importante. Chi potrebbe seguire una scelta del genere è proprio EuroLeague: il CEO Paulius Motiejunas si è recentemente espresso sulla situazione.
Il presidente lituano ha commentato questa possibilità, affermando di prenderla in considerazionema allo stesso tempo mai sbilanciandosi particolarmente. Paulius Motiejunas ha fatto capire che una decisione di questo tipo, da parte di Eurolega, arriverà soltanto seguendo le scelte condotte da altri organi o enti sportivi internazionali.
“È una domanda difficile e una di quelle che cerchiamo sempre di evitare, quelle politiche. Ovviamente stiamo analizzando la situazione man mano che procede. La nostra tattica e il nostro approccio a questo tipo di questioni sono sempre stati quelli di seguire le altre leghe sportive e organizzazioni. Quindi è quello che faremo. Continueremo a osservare, monitorare la situazione e reagire di conseguenza.”
Una possibile decisione della UEFA potrebbe quindi influenzare l’ECA? Motiejunas spiega che un evento del genere porterebbe Eurolega, quantomeno, a iniziare a parlarne direttamente con i club.
“La UEFA è calcio. Vediamo come si diffonde. Ma ovviamente, quando un’organizzazione sportiva così grande prende decisioni, conta il modo in cui le altre si muovono. Non è che una debba prendere una decisione e noi seguiamo immediatamente, ma non appena altre organizzazioni sportive iniziano a reagire, o anche se reagisce la UEFA, ne parleremo con i club.”
La presenza delle squadre israeliane in Eurolega, negli ultimi due anni, ha comunque aumentato notevolmente le difficoltà di gestione della competizione. Quest’ultime sono impossibilitate a giocare le proprie partite casalinghe in Israele e più volte diverse trasferte si sono giocate in campo neutro, per evitare problemi di ordine pubblico. Nonostante questo, Motiejunas sembra ancora restio a prendere una decisione, senza prima verificare la possibile esclusione da parte di altri enti.
“La cosa più importante è ovviamente la sicurezza della squadra, dei giocatori e dei tifosi. Questa è la cosa più importante.”
