Alla prima giornata del campionato di basket Serie A 2025/26, l’Olimpia Milano inciampa clamorosamente in casa contro una Bertram Tortona cinica e coraggiosa. Il Forum assiste a un film degno di un thriller: Milano affonda, rimonta da -15, poi si spegne nel finale. A festeggiare è Mario Fioretti, ex assistente storico di Ettore Messina, al debutto ufficiale da head coach. Questa l’analisi fatta da La Gazzetta dello Sport.
La partita: rimonta da -15, poi blackout totale
L’Olimpia, dopo un avvio sottotono, riesce a rientrare in partita grazie a un parziale devastante (19-2) nella ripresa. Il nuovo assetto con Mannion, Brooks, Guduric, Ricci e Diop funziona, ma nel finale Milano si spegne. Dieci possessi offensivi senza segnare, con 9 tiri da tre sbagliati consecutivi, consegnano la vittoria a Tortona, brava a resistere nel momento di massima pressione.
Mario Fioretti: “Intensità pazzesca, nessuno ha mollato”
Grande soddisfazione per Mario Fioretti, che commenta così il suo primo successo da capo allenatore:
“Quando ci hanno messo sotto in avvio, abbiamo risposto alzando l’intensità difensiva in maniera pazzesca. E mi fa piacere che alla fine, sotto di nuovo, siamo riusciti a non mollare e a riprenderci la partita.”
Una vittoria speciale per l’ex vice di Messina, proprio nel tempio dell’Olimpia, dove ha lavorato per anni con dedizione e discrezione.
Ettore Messina: “Festival degli orrori”
Più critico il commento di Ettore Messina, coach dell’Olimpia Milano:
“In avvio difesa molto scadente, importante saper riprendere il filo dopo il blackout. Ma poi ci siamo persi. Chi gioca meno deve rimboccarsi le maniche. È stato un festival degli orrori.”
Il coach sottolinea anche la fatica mentale della squadra, reduce da cinque partite in otto giorni, compresi gli impegni in Supercoppa ed Eurolega.
Le chiavi tattiche: difesa, transizione e profondità
Milano paga l’assenza di Brown, Shields e Nebo, ma anche una gestione poco lucida nei momenti cruciali. Fioretti, invece, azzecca tutte le mosse: rotazioni profonde, difesa aggressiva e gestione emotiva. Determinanti le giocate di Manjon e Gorham, che hanno tenuto in piedi Tortona anche nei momenti più difficili.
