Per via del nuovo calendario di EuroLeague, ancora più lungo e intenso rispetto a quello della scorsa stagione, si sono già giocate 5 partite della massima competizione europea e non siamo neanche a fine ottobre.
In questa stagione, troviamo ben quattro allenatori italiani nella massima competizione europea: Ettore Messina, Sergio Scariolo, Francesco Tabellini e Paolo Galbiati. All’estero, poi, abbiamo anche alcuni giocatori italiani come Nik Melli, Gabriele Procida e Matteo Spagnolo.
Ma come sta procedendo l’inizio della stagione per i nostri italiani all’estero? Cerchiamo di capirlo meglio insieme
Gli allenatori
Dopo il suo ultimo capitolo con la nazionale spagnola a EuroBasket, Sergio Scariolo è tornato sulla panchina del Real Madrid, club con il quale aveva già lavorato dal 1999 al 2002.
Tra ritardi di preparazione ed infortuni, Scariolo ha avuto i suoi problemi a gestire questa prima parte di stagione. I blancos, infatti, hanno perso la Supercoppa Spagnola contro Valencia e il debutto in Euroleague contro la Virtus Bologna.
Finora, però, la squadra di Scariolo non ha mai perso in casa nelle partite europee, superando Olympiacos, ASVEL e Partizan. Le sconfitte, invece, sono arrivate tutte in trasferta, contro Virtus e Stella Rossa in EuroLeague e contro il Baskonia nel campionato spagnolo.
Sicuramente, il Real deve ancora trovare i giusti equilibri in vista del proseguo della stagione. Il roster ha tante opzioni, soprattutto tra le ali con giocatori come Hezonja, Lyles, Okeke, Abalde e Deck.
Nel backcourt, invece, le risorse sono più limitate: dietro a Campazzo e Maledon, che è appena rientrato da un infortunio, c’è poca profondità. Llull sente il peso degli anni e Feliz continua ad essere estremamente discontinuo nel rendimento.
Anche sotto canestro il Real sembra fare molta fatica quando Tavares non è in campo. Sia Fernando che Garuba, almeno finora, non riescono a dare grandi certezze e non è un caso che i blancos stiano valutando la possibilità di tornare sul mercato per un altro centro, arrivando eventualmente a separarsi da Fernando.
Il livello del roster rimane comunque alto e un allenatore dell’esperienza di Scariolo può riuscire sicuramente a portare questa squadra ai playoffs, ma sugli esterni si rischia di far arrivare Campazzo e Maledon in debito d’ossigeno, considerando la mancanza di alternative.
Sulla panchina del Paris Basketball, invece, dopo l’addio di Tiago Splitter, si è seduto Francesco Tabellini, uno degli allenatori più promettenti del panorama europeo. La squadra francese ha perso tanti pezzi rispetto all’exploit della scorsa stagione, ma i principi sono rimasti gli stessi. Coach Tabellini, infatti, fa giocare ai suoi un basket veloce e con tanta aggressività in difesa.
Dopo le prime 5 partite di EuroLeague, Parigi ha un record di 3 vinte e 2 perse. La squadra di Tabellini ha superato Maccabi Tel Aviv, Virtus Bologna e Baskonia, arrendendosi, invece, a Fenerbahce e Hapoel Tel Aviv.
A livello statistico, non sorprende che Parigi abbia il miglior pace e il miglior defensive rating di EuroLeague ad oggi. La qualità offensiva è leggermente inferiore rispetto alla scorsa stagione, ma quando perdi in un colpo solo TJ Shorts, Tyson Ward, Collin Malcolm è difficile che non ci sia almeno un piccolo calo.
In attacco, adesso, è tutto nelle mani di Nadir Hifi e dell’ex Trapani Justin Robinson che spingono sempre il più possibile sull’acceleratore.
Tabellini è il profilo perfetto per continuare un sistema che ormai calza a pennello per Parigi.
Le qualità tecniche saranno inferiori rispetto alla scorsa stagione, ma la sensazione è che la squadra francese possa comunque essere ancora una candidata alla qualificazione ai playoffs.
Quello che sta attraversando le maggiori difficoltà tra gli allenatori italiani in Europa è sicuramente Paolo Galbiati, head coach del Baskonia.
La squadra basca, infatti, non ha ancora vinto una partita in EuroLeague e ha già dovuto ricorrere al mercato per sopperire agli infortuni nel reparto esterni. Markus Howard, anche prima dei problemi fisici, pare irriconoscibile.
Tutto il peso offensivo è sulle spalle di Luwawu-Cabarrot e del nuovo acquisto Hamidou Diallo. Diallo, però, è monodimensionale, attacca il ferro con grande aggressività ma da tre non è un giocatore pericoloso e le difese lo sfidano costantemente al tiro.
Sotto canestro, invece, non c’è abbastanza fisicità. L’atletismo è sicuramente in abbondanza, ma la difesa continua a fare acqua un po’ da tutte le parti.
I numeri sono impietosi: il Baskonia ha il terzo peggior defensive rating e il terzo peggior offensive rating della competizione. La squadra di Galbiati corre, e tanto, ma lo fa spesso con poco criterio e poca lucidità.
La squadra, dal punto di vista emotivo, sembra essere ancora con l’allenatore e appare comunque più connessa mentalmente rispetto alla scorsa stagione, ma se i risultati continueranno a latitare, il rischio che l’esperienza di Galbiati in Spagna possa arrivare al termine prima del previsto è piuttosto forte.
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