La storia si ripete, ma con nuovi protagonisti. Sei anni dopo il debutto vincente di Gianmarco Pozzecco con Sassari contro Venezia in Coppa Italia, oggi tocca a Veljko Mršić esordire sulla panchina della Dinamo Sassari proprio contro la Reyer, al Taliercio (palla a due alle 19).
Un destino curioso, quello che unisce Pozzecco e Mršić, compagni di squadra ai tempi di Varese nel 1999, anno dello scudetto della “stella”.
«Devi andare a Sassari», gli avrebbe detto il “Poz” al suo ex compagno, oggi chiamato a guidare la rinascita biancoblù.
Dopo la prima vittoria stagionale ottenuta nel turno infrasettimanale contro Cantù, la Dinamo Sassari cerca continuità e fiducia: «Va bene così, non dobbiamo cambiare niente», ha commentato Mršić, che ha impressionato anche per il suo ottimo italiano.
Il nuovo coach croato, con esperienze tra Spagna e Croazia (Málaga, Girona, Bilbao, Breogán), ha già le idee chiare: «Dobbiamo passare di più la palla nei momenti difficili, non accontentarci del primo tiro e giocare di squadra».
In difesa, Mršić si ispira alla scuola di Mirko Novosel: «Serve velocità nei rientri, tagliafuori e solidità nell’uno contro uno. Fare bene queste tre cose significa non concedere punti facili e limitare i cambi».
L’obiettivo è chiaro: costruire un’identità difensiva senza rinunciare al talento offensivo:
«Non sempre Johnson potrà segnare 33 punti, ma con le sue gambe può difendere forte sempre», ha aggiunto l’allenatore.
Sul piano statistico, la sfida tra Venezia e Sassari è ormai una classica: 56 precedenti, con i sardi avanti 30-26. Una rivalità alimentata negli anni da finali intense, come quella scudetto vinta dalla Reyer in gara-7 e la Supercoppa italiana conquistata poi dal Banco.
Da segnalare anche la presenza di ex illustri: Amedeo Tessitori, oggi in laguna, alzò la Coppa Italia 2014 con Sassari.
Al Taliercio, la sfida si carica di significati: non solo punti in classifica, ma il segnale di una possibile rinascita per il Banco di Sardegna.





