Nel corso dell’intervista rilasciata al canale YouTube EuroInsiders, Ettore Messina ha approfondito uno degli aspetti più discussi della sua avventura all’Olimpia Milano: la scelta di ricoprire contemporaneamente il ruolo di capo allenatore e quello di President of Basketball Operations. Il tecnico ha chiarito che questa decisione, concordata con la proprietà, nasce da un’esigenza pratica legata al mercato e alla costruzione della squadra.
NB l’intervista è stata rilasciata il 10 ottobre
fondamentalmente, il succo dell’essere presidente è che hai l’ultima parola nella scelta di un giocatore. Molto, molto semplice. Altrimenti, ti ritrovi sempre in quelle situazioni spiacevoli, del tipo ‘ti ho dato un ottimo giocatore, non riesci ad allenarlo’, oppure ‘come posso allenare questo giocatore che non sa giocare?’. È ridicolo.
Questa è l’unica cosa che faccio in più rispetto all’allenare. Ma poi c’è un gruppo di persone, da Christos Stavropoulos, Daniele Baiesi, a Claudio Limardi che gestisce la stampa e la biglietteria, e tutto il resto. Non sono lì per controllare la biglietteria o il marketing.
Nulla di diverso da altre realtà
Volevo avere l’ultima parola sui giocatori, perché è una mia responsabilità. Ma non c’è nulla di diverso da quello che facevo prima, perché anche in altri club, pur non avendo il titolo, ricordo di essere sempre stato fortunato ad avere proprietari che mi lasciavano l’ultima parola su un giocatore, proprio per costruire la squadra.
È una responsabilità, ma tant’è. Allo stesso tempo, sono stato molto fortunato ad avere la possibilità di lavorare con il Signor Armani e il Signor Dell’Orco, perché sono proprietari incredibili, con il loro entusiasmo, con il loro rispetto per i ruoli, con la loro presenza, con la loro cura per i giocatori, gli allenatori, tutti quanti. Questo club è davvero, davvero un’organizzazione di altissimo livello.





