Tra le tante novità presenti all’avvio della nuova stagione di Serie A, ci sarà il ritorno dell’Apu Udine nel massimo campionato cestistico italiano. A capo dei bianconeri la dirigenza ha confermato Adriano Vertemati, allenatore che ha guidato la squadra alla promozione nella scorsa stagione di Serie A2. Anche per il coach si tratterà di un gradito ritorno, dopo una prima esperienza in LBA non positiva sulla panchina dell’Openjobmetis Varese. Intervistato da Giuseppe Pisano sul Messaggero Veneto, Vertemati ha parlato del roster costruito in estate e delle aspettative per la nuova stagione. Di seguito, alcuni dei passaggi delle sue dichiarazioni.
Le sensazioni a pochi giorni dall’esordio:
Avverto eccitazione, emozione e orgoglio, oltre a cullare delle aspettative, ovvero di togliersi delle soddisfazioni. Sento una grande curiosità, voglio capire a che punto siamo.
Riscatto dopo Varese?
No, ogni esperienza ha le sue specificità e serve da insegnamento. Da quella stagione ho avuto modi di imparare, credo di essere migliorato. Però non guardo al passato e non penso a riscattarmi, solo a fare il meglio.
Quanto è sua questa Udine?
Sento mio tutto ciò che è la quotidianità: il campo, l’ufficio, lo staff, la squadra, i dipendenti Apu. A Udine però sono arrivato solo nel 2023, non ho vissuto quelle “radici profonde” citate dal presidente Pedone. Per quanto riguarda la squadra di quest’anno, l’abbiamo costruita io e Gracis, è chiaro che la sento mia.
L’impatto con la Serie A:
Abbiamo avuto tanto tempo per ripetere la lezione, sappiamo cosa ci aspetta. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma sono convinto che non avremo problemi, questo è un ambiente fatto di gente seria e professionale.
Subito sfide di alto livello:
Se ci mettiamo a pensare che dopo Reggio ci aspetta la Virtus, diamo un significato eccessivo a tutto. Bisogna concentrarsi su una partita per volta, e non è una frase fatta.





