Per Antonello Riva la sfida tra Cantù e Milano non rappresenta mai una gara qualunque. Forte delle sue tredici stagioni in maglia biancoblù e dei cinque anni trascorsi all’Olimpia, il Bomber per antonomasia del basket italiano legge il derby di Desio con la lucidità di chi ha vissuto in prima persona le tensioni di questo scontro storico, come ha dichiarato a La Provincia:
«In incontri come questi i valori in campo spesso si pareggiano. Ne ho disputati tantissimi: qui è sempre stata una questione di vita e di morte, ma sentivi la spinta della città. Il peggiore è quando sono tornato per la prima volta da ex: non mi attendevo un’accoglienza del genere». Tra i ricordi più vividi spicca un aneddoto al PalaTrussardi, quando coach Díaz Miguel lo prese per la maglia chiedendogli di non infierire sulla sua ex squadra.
Riva: il momento di Cantù e la ricerca di certezze per Vitucci
Al di là del valore emotivo del match, la realtà di classifica impone massima attenzione. Cantù arriva al derby reduce da cinque sconfitte consecutive, un ruolino pesante aggravato dal rammarico per la gara persa contro Reggio Emilia, che avrebbe potuto garantire punti preziosi per la graduatoria.
Riva ha espresso il proprio stupore nel vedere la squadra allenata da coach Vitucci ancora priva di riferimenti stabili, citando elementi della rosa come Moraschini e Flagg. Nonostante il netto divario di budget che separa le due società, il derby conserva la capacità di azzerare le gerarchie sulla carta, offrendo ai brianzoli l’occasione ideale per centrare la svolta stagionale.





