Dall’inizio della nuova stagione, tra le novità portate da quest’estate, ce n’è una che sta condizionando particolarmente in negativo l’ambiente che ruota attorno al basket italiano. Si tratta dello sciopero del tifo, che da settimane sta rendendo i palazzetti di tutto il Paese molto più silenziosi del solito. Il giornalista Marco Colombo sul quotidiano Domani fa il punto dei motivi dietro questa scelta, e come potrebbe evolversi la situazione prossimamente.
Il motivo dietro la protesta è presto individuato nella contrarietà al nuovo protocollo d’intesa firmato dal minisero dell’Interno, dalla FIP e dalla Lega nazionale pallacanestro. Le nuove misure adottate prevedono norme molto più stringenti per i tifosi, limitandone anche le trasferte. Il modello preso in considerazione è quello già vigente nel calcio, aumentando la tracciabilità dei tifosi e prevenendo le situazione di rischio attraverso l’identificazione precedente dei fan. I biglietti per l’accesso sono diventati, per la prima volta, tutti nominali con dati anagrafici del possessore. Una condizione già esistente, invece, per gli abbonamenti.
La norma più contestata è quella che riguarda le trasferte, poiché il protocollo sancisce che la vendita dei biglietti per i tifosi ospiti dovrà avvenire entro le 19 del giorno precedente all match. La motivazione è da ricondurre sempre alla tracciabilità dei tifosi, per favorire verifiche preventive e disporre di un elenco dei presenti in caso di disordini pubblici. Prima di ogni gara la Polizia prenderà in esame l’elenco, confrontandolo con quello dei tifosi sottoposti a Daspo o altre restrizioni.
Il protocollo è, senza dubbio, più rigido di quello precedente. Il paradosso, sempre come scrive Colombo, è che non si applicherà a tutte le competizione, ma solo a quelle nazionali. Esclusi quindi tutti i match europei, in cui l’ingresso rimarrà libero da vincoli. Il derby tra Virtus e Olimpia, ad esempio, sarà sottoposto al nuovo protocollo se si giocherà in LBA, mentre ne sarà svincolato se si giocherà in Eurolega.
I gruppi organizzati ritengono questa nuova normativa inutile e ingiustificata, essendo gli episodi di violenza nel mondo del basket minori rispetto a quello del calcio. Tutte le tifoserie congiunte hanno diramato un comunicato, criticando aspramente il nuovo protocollo.
In un contesto come il tifo al seguito della pallacanestro, queste misure restrittive sarebbero una spada di Damocle su un movimento che da sempre fatica a coinvolgere.
C’è quindi spazio di manovra, per cambiare la situazione? Effettivamente sì, perché il protocollo sarà in prova durante questa stagione. A partire dalla prossima, con ogni probabilità, si apriranno le trattative tra le parti, per trovare un punto comune che realizzi effettivamente il bene della pallacanestro italiana.
