La separazione tra il Baskonia e Paolo Galbiati non è stata indolore, e il direttore sportivo del club basco, Félix Fernández, ha voluto chiarire pubblicamente le ragioni della rottura durante la conferenza stampa di presentazione di Velimir Perasovic, il tecnico croato che aveva già guidato la squadra nelle ultime due uscite.
Galbiati, artefice della conquista della Copa del Rey nella scorsa stagione, è stato sollevato dall’incarico per divergenze profonde sulla gestione del gruppo e sulla visione del progetto sportivo. Fernández non ha usato giri di parole nel descrivere il clima che si era venuto a creare all’interno dello spogliatoio:
«O siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e ci muoviamo nella stessa direzione, oppure diventa molto difficile. Non possiamo permetterci di buttare via l’Eurolega il 10 ottobre. Quando si ricorre alle scuse e si usa un linguaggio disfattista, non ce lo possiamo permettere.»
Il flirt di Galbiati con il Barcellona e i dubbi sulla pre-stagione
Uno degli aspetti più delicati emersi dalla conferenza riguarda il rapporto tra Galbiati e il Barcellona. Secondo Fernández, sarebbe stato lo stesso allenatore italiano a manifestare la volontà di trasferirsi sulla panchina blaugrana, anche se la trattativa non ha poi portato a una fumata bianca:
«Volevamo Galbiati. È stato lui a dirci che voleva allenare il Barça. Gli abbiamo detto che aveva ancora un anno di contratto garantito e che ci sarebbe stato tempo per discutere di altre cose.»
Fernández ha inoltre sottolineato come la vicenda si sia intrecciata con il passaggio dell’ex segretario tecnico Xevi Pujol al Barcellona, dove sono poi approdati alcuni atleti che figuravano tra gli obiettivi di mercato del Baskonia. Il direttore sportivo ha sollevato dubbi anche sull’impegno del coach durante i playoff e la fase di preparazione estiva.
Le scelte sulla rosa e l’addio di Markus Howard
Le frizioni non riguardavano solo la filosofia generale, ma anche scelte gestionali precise. Fernández ha confermato che il capitano Tadas Sedekerskis era stato accantonato dal progetto tecnico di Galbiati, sorte condivisa con altri elementi del roster:
«Gli abbiamo spiegato che sono elementi estremamente importanti per il progetto e per la loro storia nel club, e che sono amati dai nostri tifosi.»
Anche la cessione di Markus Howard, trasferitosi allo Zenit San Pietroburgo, è figlia di questa frattura: la guardia era finita ai margini delle rotazioni e ha accolto favorevolmente la possibilità di ritrovare centralità sotto la guida di Dusko Ivanovic.




