Si è sentito parlare molto spesso, soprattutto nelle ultime settimane, di come una stagione da 90 partite sia stressante fisicamente e psicologicamente per i giocatori. Addirittura una squadra costruita con soldi e grandi campioni come l’Olimpia Milano, si è trovata spiazzata da questa situazione. C’è chi espone delle attenuanti, chi ritiene i giocatori come dei robot che devono sempre performare al massimo, ma questa è la storia del mondo. Siccome in Italia non ci facciamo mai mancare una polemica di qualsiasi natura, ieri abbiamo deciso che le vittime sarebbero state Marco Belinelli e Gigi Datome, rei di aver deciso di non partecipare al torneo preolimpico di Belgrado con la nazionale, alla luce del fatto di aver concluso la stagione “ieri mattina” e quindi bisognosi di riposo per il loro fisico logorato. Perchè sì, sono degli irrispettosi nel rifiutare la chiamata della nazionale, ma sono anche gli stessi che “sarebbero potuti stare a casa” se avessero giocato male e magari contribuito a un fallimento preolimpico. Lo sappiamo, questa è la mania del “tutti tuttologi” che ci ha portato ad essere virologi per una anno e mezzo, ora CT della nazionale, poi general manager e a settembre ancora allenatori provetti.
Qui di seguito i due messaggi dei giocatori:
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" Ho parlato con il Presidente Petrucci, lui sa che questo non è un addio all’Azzurro. Il mio attaccamento alla maglia della Nazionale è sempre stato forte e sosterrò in ogni modo i ragazzi durante il torneo Preolimpico "@marcobelinelli https://t.co/fZwfk5KXwk
— Virtus Segafredo Bologna (@Virtusbo) June 15, 2021
Datome ha giocato più di 90 partite in stagione con l’Olimpia Milano, trascinandosi fastidi vari a livello fisico, spiegando in modo trasparente e genuino i motivi della sua rinuncia. Per i più corti di memoria, prendo un tweet che elenca in maniera piuttosto chiara quanto Datome non sia mai stato interessato alla nazionale. E quando a 33 anni, dopo infortuni e una stagione devastante, dice che ha bisogno di fermarsi i tifosi cosa fanno? Si grida allo scandalo. Complimenti
✅ Eurobasket 2007
✅ Eurobasket 2009 QR
✅ Eurobasket 2011 QR
✅ Eurobasket 2011
✅ Eurobasket 2013
✅ Eurobasket 2015
✅ Olympics 2016 QR
✅ Eurobasket 2017
✅ World Cup 2019Datome was always there. I can’t blame him if he won’t be in Belgrade
(Portoroz 2013. Good old times) pic.twitter.com/K9utGAzFnv
— Marco Pagliariccio (@loupaya) June 16, 2021
Discorso simile può essere fatto tranquillamente anche per Marco Belinelli, che non si è mai tirato indietro quando c’è stato da essere in trincea con la nazionale, anche quando ha dovuto cercare le ultime stille di energia residue per provare a portarla più avanti possibile quando non ce ne fossero i presupposti. Poi ci sarebbe anche Danilo Gallinari, ma quando leggi che una possibile finale di conference è un alibi, o si abbozzano paragoni calcistici, fino ad arrivare a paragoni con leggende del passato che giocavano 40 partite in una stagione, tutto perde di senso. Siamo gli stessi che tre giorni fa ci esaltavamo perchè la Serbia avrebbe dovuto fare a meno di Jokic, Bogdanovic, Milutinov e compagnia…ma si sa che quando succede agli altri godiamo, quando capita a noi invochiamo rispetto, attaccamento alla maglia e altre baggiannate simili. Questa nazionale porta con sè un periodo in cui ha raccolto, senza dubbio, meno di quello che ci si sarebbe potuto aspettare. Le analisi, con eventuali critiche, si possono e devono fare, ma questo non deve diventare motivo scatenante di un livore insensato verso vere e proprie icone del nostro basket che hanno segnato un epoca e non meritano un trattamento simile. Quando lo capiremo sarà sempre troppo tardi e quando anche le parole di un grandissimo come Julio Velasco non smuovono di un millimetro le menti di tutti…beh c’è poca speranza.
