La stagione di Ben Simmons è già finita prima ancora di cominciare. Il trentenne, tornato in NBA dopo un anno di assenza con un contratto annuale firmato in estate con i Sacramento Kings, si è rotto il tendine d’Achille destro durante un allenamento domenicale nel corso della preparazione pre-campionato.
La diagnosi è stata confermata da una risonanza magnetica, come riportato da Shams Charania di ESPN e dal giornalista dei Kings James Ham: l’infortunio è di quelli che chiudono definitivamente la stagione.
Una rinascita spezzata sul nascere
La notizia è tanto più amara se si considera il percorso che Simmons aveva intrapreso per rimettersi in gioco. Dopo aver trascorso l’ultima annata lontano dal parquet, lavorando sul proprio recupero fisico e mentale, il veterano aveva dato segnali estremamente incoraggianti sia durante il training camp sia nelle partite di preseason. Nell’ultimo test contro i San Antonio Spurs, aveva messo a referto 14 punti, 8 rimbalzi e 7 assist in 26 minuti, alimentando l’entusiasmo della franchigia e dei tifosi.
Invece, la rottura del tendine d’Achille ha spento ogni speranza di quella che in molti avevano già ribattezzato come la sua “rinascita”. Per un giocatore che in passato ha già dovuto fare i conti con gravi problemi alla schiena e lunghi periodi di stop, questo nuovo infortunio pone inevitabilmente grossi interrogativi sul prosieguo della sua carriera.
Anche per Sacramento le conseguenze sono pesanti: a pochi giorni dal via della stagione regolare, i Kings si ritrovano a dover ripensare completamente la composizione del roster.





