Attacco
Parliamo di un esterno molto longilineo, alto quasi due metri, che in Europa può ricoprire almeno tre ruoli. Synergy lo definisce un secondary ball handler, ossia un giocatore che ha spesso il pallone tra le mani, ma che rende al meglio quando affiancato a un primary handler.
Dalla mappa di tiro dell’ultima stagione, e analizzando anche quelle degli anni precedenti, si nota come non sia mai stato un tiratore costante. Le difficoltà al tiro hanno condizionato la sua carriera NBA, ma potrebbero ridursi in Europa, dove la linea da tre punti è decisamente più vicina.

In NBA ha mostrato una buona predisposizione al gioco senza palla. Nella sua ultima stagione ai Pelicans ha fatto registrare 1,029 punti per possesso (PPP) in situazioni di spot-up, con un picco di 1,214 PPP quando ha tirato in situazioni di catch and shoot.
La clip mostra un tiratore decisamente più affidabile quando riceve il pallone in situazioni di scarico. Le sue percentuali migliorano sensibilmente quando non è costretto a creare dal palleggio, ma può punire una difesa già mossa.
In situazioni di spot-up con palleggio, invece, mostra più luci e ombre, soprattutto quando è costretto ad attaccare il recupero difensivo: produce 0,976 PPP quando attacca verso destra e soltanto 0,676 PPP verso sinistra.
Capita spesso che, quando è costretto a palleggiare in situazioni di ribaltamento, tenda a perdere ritmo offensivo. In NBA ha anche incontrato difficoltà fisiche nel concludere al ferro, un aspetto che potrebbe cambiare nel contesto europeo.
Inoltre, non sempre possiede un primo passo sufficientemente rapido per attaccare efficacemente una rotazione difensiva, trovandosi spesso costretto a prendere tiri contestati. Anche questo tipo di situazione dovrà essere riconsiderato nel contesto FIBA, dove fisicità e tempi delle rotazioni difensive sono sensibilmente diversi.
Proseguendo con l’analisi delle sue qualità off the ball, va sottolineata la sua efficacia nei tagli. Nella sola ultima stagione NBA con i Pelicans ha prodotto 1,529 PPP in situazioni di cut.
Mostra un’ottima propensione a tagliare dalla linea di fondo quando un compagno è in penetrazione. Se non ha un difensore addosso, riesce sempre a restare in movimento e, giocando accanto a portatori di palla dominanti, offre costantemente linee di passaggio.
Le sue abilità senza palla si riflettono positivamente anche nelle situazioni di uscita dai blocchi, dove ha prodotto 1,176 PPP.
Anche in questo caso emerge come un giocatore completamente diverso quando riesce a guadagnarsi un vantaggio off the ball. Se riesce a uscire con l’angolo giusto dal blocco, ottiene spesso un vantaggio significativo sul difensore diretto, aumentando notevolmente la sua efficacia offensiva.
Con la palla in mano, invece, il suo rendimento cambia drasticamente. Partendo dal pick and roll — situazione che ha rappresentato il 22,3% dei suoi possessi offensivi — ha prodotto solo 0,743 PPP quando ha concluso personalmente, e 0,886 PPP quando ha coinvolto anche i compagni.
Dal pick and roll è piuttosto lento nel costruirsi un tiro e, come già osservato nelle situazioni di spot-up, fatica a prendere ritmo quando è costretto a palleggiare. Inoltre, la sua scarsa pericolosità offensiva lo limita anche nel creare situazioni favorevoli per gli scarichi.
Anche nelle situazioni di isolamento (ISO), i risultati non migliorano: ha prodotto solo 0,568 PPP nei 1 vs 1. Le difficoltà già citate palla in mano lo rendono un giocatore che raramente viene isolato per attaccare un accoppiamento favorevole.
In sintesi, ci troviamo di fronte a un attaccante che dà il meglio di sé lontano dalla palla e che deve essere coinvolto in situazioni dinamiche. In NBA ha mostrato evidenti limiti nelle situazioni offensive in cui era coinvolto direttamente con la palla in mano. Al Fenerbahçe gli verranno chieste responsabilità maggiori rispetto al passato, e sarà chiamato a migliorare in questi aspetti, magari aiutato da un livello di fisicità inferiore rispetto a quello della lega americana.
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