La morte di Brandon Clarke, ala dei Memphis Grizzlies scomparsa a 29 anni, potrebbe avere una causa identificata. Secondo quanto riportato da TMZ, le autorità stanno conducendo le indagini ipotizzando un possibile caso di overdose: all’interno dell’abitazione in cui Clarke si trovava lunedì sarebbero stati rinvenuti oggetti riconducibili all’uso di sostanze stupefacenti.
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Los Angeles era intervenuto intorno alle 17:00 di lunedì in risposta a una chiamata per emergenza medica. Al loro arrivo, i paramedici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giocatore. Sarà l’autopsia a stabilire ufficialmente causa e modalità della morte.
Un mese fa l’arresto per traffico di sostanze
La notizia arriva a poche settimane da un episodio già di per sé grave: il mese scorso Clarke era stato arrestato e accusato di traffico e possesso di sostanze controllate, oltre che di fuga a bordo di un veicolo a velocità eccessiva e sorpasso irregolare.
Sul piano sportivo, Clarke aveva vissuto una stagione difficile: solo due presenze in campo, con la maggior parte dell’annata trascorsa ai box per infortunio. In carriera, spalmata su sette stagioni tutte con Memphis, aveva chiuso con medie di 10.2 punti e 5.5 rimbalzi a partita. Scelto al primo giro del Draft 2019, era stato inserito nel miglior quintetto dei rookie al termine della sua prima stagione in NBA.





