La Openjobmetis gioca una brutta partita gettando nella delusione gli oltre 5.000 spettatori della Itelyum Arena. Dopo un primo quarto condotto in scioltezza, i biancorossi si appisolano e si imborghesiscono, lasciando la scena ad una Udine che fa valere i suoi talenti. Il finale è tutto per il varesino Andrea Calzavara, che firma il massimo in carriera in LBA e conduce da capitano al successo Udine davanti agli occhi della sua famiglia, prendendosi i meritati applausi di Masnago. Per il secondo anno consecutivo Vertemati consuma la sua vendetta davanti ad un pubblico che non l’ha mai amato quando allenava Varese. Che adesso deve ricominciare daccapo dopo 3 vittorie consecutive tra campionato e BCL. Al di là dei meriti di Udine, c’è da fare il mea culpa. E gli assenti? MC-Dowell-White va a referto, ma non gioca. Altro mistero, altro dubbio nelle scelte di Kastritis.
MVP: Andrea Calzavara – gioca la sua migliore partita in LBA davanti al “suo” pubblico e alla sua famiglia. Il playmaker varesino chiude con 27 punti ed esce dal campo da dominatore, soprattutto quando attacca Kamagate nel cambio sistematico.
Da rivedere: Isaiah Roby – dopo alcune prove convincenti, torna il “morbidone” senza senso di urgenza e durezza mentale.
Openjobmetis Varese
Duke 7 – primo tempo da 16 punti, poi nella ripresa Kastritis lo panchina senza apparente motivo. Per lui saranno 24 punti in 26’ con 5/6 da 2, 3/8 da 3, 5/7 ai liberi, 3 rimbalzi e 5 assist.
Hale 6 – sparacchia, spadella (3/10 da 3), ma ha nei polpastrelli il talento per cambiare sempre l’esito di una partita.
Alviti 6.5 – fatica ad entrare in partita sui due lati nel campo, poi nel finale “rischia” di rimettere in piedi quasi da solo il match.
Nikolic 5 – impiegato solo 20′, dalle stelle contro la BC Roma alle stalle contro Udine.
Kamagate 5.5 – questa volta il suo lo fa con i mezzi che ha (8 rimbalzi). Ecco, se poi nei cambi sistematici lo accoppi con Calzavara non è esattamente colpa sua.
Librizzi 6 – il capitano è uno dei migliori ad interpretare la partita, attaccando il ferro (senza alcuna tutela arbitrale): poi spadella anche lui come i compagni (1/5 da 3).
McDowell-White n.e.
Villa s.v.
Ikangi 5 – fatica a trovare una sua dimensione nel match, in attacco non ci prende mai.
Roby 4.5 – morbidone come il Gabibbo, nelle sue giocate non ha alcun senso d’urgenza e durezza.
Ladurner n.e.
Renfro 5 – cattura 7 rimbalzi, ma “il prof” è nelle serate sfarfallatore seriale anzichè docente alla Bocconi.
Coach Kastritis (voto:4) – alcune scelte sono francamente incomprensibili. Dai cambi sistematici con Kamagate in campo, al minutaggio di alcuni giocatori al non impiego di McDowell-White tornato a referto. Scelte sue, per l’amor del cielo. Quello che è certo è che non riesce a trasmettere alla squadra l’importanza di vincere la 4a partita in fila. La tavola era bella che apparecchiata, ma Vertemati gli ha tolto la tovaglia.
APU Udine
Sisko 5 – gioca poco, ma viene rullato dalla fisicità dei varesini. Poi un infortunio lo toglie dal match.
Valentine 6 – il suo lo fa, con i suoi alti e i suoi bassi. Dà talento ad una squadra che non ne ha molto.
Battle 7.5 – partita solidissima sui due lati del campo. Da fuori non ci prende granchè (1/6), ma in attacco e in difesa è un moto perpetuo.
Mobio 6 – prestazione da gregarione, poi mette dall’angolo una bomba pesantissima per la fuga vincente.
Mcglynn 5 – mai in partita, Vertemati lo striglia e lo toglie preferendogli Spencer.
Calzavara 9 – partita da capitano e da leader. Esce dal campo tra gli applausi di Masnago. Chiude la prova con 27 punti in 25′ con 5/5 da 2, 3/5 da 3 e 8/10 ai liberi. Nel finale Udine va sempre da lui con fiducia e viene ripagata. Ottima notizia in chiave azzurra.
Bucarelli 5.5 – senza infamia e senza lode.
Bendzius 5 – una bomba e poco altro.
Cavallero 6 – Vertemati gli regala 11′ e lui risponde presente con una bomba e giocando senza paura.
Spencer 7 – prova solidissima dell’ex di turno, che cattura 11 rimbalzi e fa tutto il lavoro sporco necessario a protezione del ferro.
Bjedov n.e.
Grassi n.e.
Coach Vertemati (voto:8) – toglie la tovaglia dalla tavola già apparecchiata di Varese facendo volare il servizio buono. Dopo 10′ di purissima sofferenza rimette il match sui binari a lui più graditi. Nel finale Udine trema sul 5° fallo di Calzavara e sull’arrembaggio di Varese, ma tiene duro e sbanca con merito la Itelyum Arena.




