Cantù ritrova McGee (top-scorer con 26 punti in altrettanti minuti), ma si ritrova anche in mano servito da una determinata e ben organizzata Forlì il poker che non vorrebbe mai avere: quattro sconfitte consecutive (9 quelle totali in 25 giornate) per una classifica che vede ora l’Acqua San Bernardo agganciata in quarta posizione da Rieti e Fortitudo Bologna e di fatto quinta per effetto degli scontri diretti.
A fine match coach Nicola Brienza parla di “episodi sfavorevoli” che hanno condizionato il 77-81 finale: palloni scivolati via dopo un rimbalzo, rimpalli a favore degli avversari, magari anche qualche fischio contrario nel momento meno opportuno (come sull’entrata di McGee sul 75-77 a 18” dalla sirena, quando vengono negati all’americano due liberi che potrebbero valere il pareggio per assegnarli invece all’Unieuro sanzionando Riismaa in una mischia nel colorato). Osservazione corretta, ma nella logica “dell’aiutati che il ciel t’aiuta” va anche detto che l’Unieuro Forlì non ha pescato per caso le carte migliori: «Il piano partita prevedeva di soffrire meno la fisicità di Cantù spalle a canestro, tenendo i mis-match anche quando cambiavamo assetto puntando sui piccoli e giocando con Pollone da 4», ci racconta coach Antimo Martino in sala stampa.
Piano perfettamente riuscito se si guarda il tabellino dei lunghi di Cantù, eccezion fatta per un Hogue da 16 punti e 11 rimbalzi: solo 3 rimbalzi per Baldi Rossi in 15’ (quasi inutile scrivere che da lui ci si aspetta a prescindere di più); 8 punti per Okeke (utilizzato però solo 9 minuti per rispondere ai quintetti bassi di Forlì e dopo aver perso un paio di duelli con un inossidabile Pascolo da 12 punti con 6/8 nel colorato); 4 punti e 3 rimbalzi per un Basile tenuto in panchina nell’ultimo quarto per un problema alla spalla (presente da qualche settimana e indagato proprio oggi con una risonanza dopo essersi riacuito per una botta) che ne sta condizionando le prestazioni nell’ultimo periodo. Recuperato il potenzialmente leader Tyrus McGee, ora bisogna quindi recuperare il trascinatore di Cantù nella prima parte di stagione e anche l’altro lungo Possamai (mentre Burns continua a essere escluso dai dodici in una situazione che pare paradossalemente cristalizzata).
In cima alla lista delle armi vincenti da ritrovare continua poi a esserci quella fluidità offensiva che Cantù ha progressivamente smarrito non solo durante questa striscia negativa e che anche con Forlì ha visto l’attacco brianzolo andare in difficoltà contro la difesa schierata. Nel basket i numeri non dicono tutto, ma qualcosa segnalano: nello specifico è la voce assist a far accendere una lampadina rossa. Nelle quattro sconfitte consecutive gli assist totali sono stati per ben tre volte 12 (contro Rieti, Fortitudo e Forlì) e 14 contro contro l’Urania Milano. Volete sapere quando in precedenza se ne sono contati così pochi? Nella sconfitta interna contro Udine, sempre con 12 totali, mentre 10 (minimo stagionale) sono stati quelli della vittoria interna sulla Juvi Cremona che ha preceduto questo poker di sconfitte. E senza gettare la croce addosso a nessuno (in questo momento bisogna solo lavorare e rimanere compatti, come giustamente predica un coach Brienza a sua volta sostenuto e incoraggiato dai cori degli Eagles prima della palla a due), la flessione degli assist di squadra coincide con la statistica individuale di Andrea De Nicolao: solo 3 passaggi vincenti nelle ultime due sconfitte contro Forlì e Fortitudo, rispettivamente 5 e 6 in quelle contro Urania e Rieti, soltanto 2 nella vittoria sulla Juvi Cremona.
Fatto salva la sempre necessaria applicazione difensiva (tradotto “tutti come Matteo Piccoli!”, anche se può sempre esserci uno come Perkovic che te ne infila 20), trovare in attacco regia e abilità nel condividere la palla per ricominciare a ritrovarsi in mano le carte giuste pare insomma più che un’idea da seguire. E in cui si dovrà trovare il modo di inserire al meglio il ritrovato McGee, che ama molto fare canestro partendo palla in mano ma che da solo non può a sua volta più di tanto, come visto proprio contro Forlì. (Paolo Corio)
