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Home Lega Basket Serie A2

Cantù: evitare i blackout per ottimizzare l’energia della (finta) panchina

Paolo Corio by Paolo Corio
7 Nov 2024
in Serie A2
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Cantù: evitare i blackout per ottimizzare l’energia della (finta) panchina

Capitan Baldi Rossi e Valentini (credit: Pall. Cantù)

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Per due volte lo “starting five” di Cantù (De Nicolao, Piccoli, Moraschini, Basile, Possamai) viene bruciato in partenza da quello di Avellino (Mussini, Sabatino, Lewis, Earlington, Bortolin): 0-7 all’inizio del primo quarto, 0-9 all’inizio del secondo quarto, propedeutico a un 14-24 che rimette la partita in discussione per qualche minuto (55-53 alla terza sirena) prima del definitivo 83-71 per l’Acqua San Bernardo.

La prima volta è Fabio Valentini ad alzarsi dalla panchina per iniziare una percussione dal palleggio che lo porta a segnare 13 dei suoi 17 punti prima dell’intervallo. La seconda volta è invece Christian Burns a sfilarsi la sopramaglia per realizzare 18 dei suoi 22 punti dopo l’intervallo, con un quasi perfetto 7/8 da due e 2/2 nelle triple e con l’aggiunta di 7 rimbalzi. Al netto del tabellino di Basile (18), se ci aggiungete il missile da oltre l’arco dell’81-67 con cui capitan Baldi Rossi (7, 4 rimbalzi, 3 assist) chiude definitivamente i giochi, la firma della panchina biancoblu sulla settima vittoria di stagione è più che evidente, oltre a essere certificata dal foglio delle statistiche (49 punti su 83 totali contro i soli 6 su 71 del “secondo quintetto” di Avellino).

Ma a ben guardare quella di Cantù è di fatto una finta panchina e va oltre la normale definizione di “roster lungo”: chi entra spesso non è secondo per talento a chi esce e in alcuni casi (vedi Burns o Baldi Rossi in versione sesto uomo) è nettamente superiore per esperienza. Con quell’unione di intenti dimostrata da questo gruppo non solo nelle vittorie che trasforma il tutto in un’energia decisiva in termini assoluti e quanto mai indispensabile in questo momento, con l’insidiosa trasferta di domenica a Vigevano (vogliosa di riscatto dopo le due nette sconfitte con Urania e Verona) che sarà subito seguita dall’arrivo mercoledì al PalaDesio della Fortitudo Bologna dell’ex coach Cagnardi (dettaglio in più in una sfida già calda per definizione).

Indipendentemente da quale giocatore di Cantù ci si ritrova seduto sopra alla palla a due, poter contare su una panchina munita di batteria per una ricarica veloce sarà fondamentale per continuare a sgomitare nelle primissime posizioni di classifica. Così come – sempre per rimanere in campo elettrico – sarà necessario evitare quei blackout soprattutto difensivi che nel già citato terzo quarto hanno permesso a Mussini (23, 4 assist), con la collaborazione di Lewis (17) ed Earlington (10, 9 rimbalzi), di riportare sotto Avellino.

Coach Brienza, che a fine match ha subito puntato l’indice su certi rischiosi “up and down” («È almeno la terza volta che ci capita e chiaramente non va bene, dobbiamo essere più bravi, più attenti e più concentrati per tutti i 40 minuti»), si dichiara fiducioso che la squadra sappia imparare dagli errori e mettere in atto un immediato cambio di approccio. E l’impressione è in effetti quella di un gruppo determinato a migliorarsi e sostenersi in un mix di leadership importanti e gerarchie che prescindono da “starting five” e panchina: non rimane che attendere come sempre la conferma del campo… in attesa del rientro di Tyrus McGee. (Paolo Corio)

Tags: A2Acqua San BernardoAvellino BasketPallacanestro Cantù
Paolo Corio

Paolo Corio

Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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