Cantù è in semifinale playoff con Rieti. Come uno scalatore al Giro consapevole di avere più forza nelle gambe del suo compagno di fuga, l’Acqua San Bernardo ha guardato un’ultima volta in faccia la Fortitudo Bologna per poi alzarsi dalla sella e andare via lungo la decisiva salita di gara 5: +25 (punti, non secondi di distacco) il gap finale per un 88-63 che non lascia dubbi su chi meritasse di andare avanti nella serie.
A mettere subito il rapporto vincente, quello da scalata playoff, sono state le percussioni di Valentini (6 punti, 3 assist) e l’energia non solo difensiva di Piccoli, che ha limitato la regia di Fantinelli (comunque autore di 8 punti, 10 assist) e si è pure iscritto nella lista dei canturini in doppia cifra (10, più 7 rimbalzi). Ma con Baldi Rossi out per un dolore al ginocchio, tutti hanno spinto sui pedali in difesa e hanno dato a rotazione il loro contributo in attacco. Dove hanno brillato in particolare un concreto McGee (15, con 6/9 dal campo) e il top-scorer Basile (17, con 4/6 da oltre l’arco), fondamentali nel ribaltare la legge del terzo quarto (per antonomasia quello più critico per Cantù) firmando l’allungo che ha definitivamente schiantato la Fortitudo: 66-46 alla terza sirena, dopo il 35-29 dell’intervallo.
In tabellino brillano però anche e soprattutto i 14 punti di Riismaa (3/4 da oltre l’arco) e i 13 punti (con 7 rimbalzi) di Okeke, che al netto di qualche ingenuità (a partire da quel penetrare tenendo spesso il pallone davanti a sé e per di più ad altezza di difensore) ha ribadito le sue doti non solo atletiche anche agli occhi del ct Gianmarco Pozzecco, presente al PalaDesio. Una prova di carattere offerta da quelli che non sono propriamente due veterani e che risulta un fattore di ulteriore fiducia in casa Acqua San Bernardo in vista delle semifinali: «Joonas voleva riscattarsi dopo quegli ingenui errori in gara 4 e sono contento che ci sia riuscito, mentre Leonardo continua la sua crescita ripagando la fiducia che gli diamo», è stato il commento post-partita di coach Nicola Brienza. Che ha anche voluto sottolineare come quella contro la Fortitudo sia stata per lui la serie più tosta mai affrontata nei playoff, più ancora di quella della finale promozione vissuta sulla panchina di Pistoia nel 2023.
«Siamo consapevoli del nostro valore ed eravamo convinti che la stagione non potesse per noi finire oggi, anche grazie a questo incredibile pubblico (4.800 spettatori, ndr) che mi auguro sia ancora più numeroso sabato serie contro Rieti», ha aggiunto l’allenatore brianzolo. Se non ci sono dubbi sull’appoggio che il PalaDesio saprà dare, rimane invece una domanda: quale Cantù scenderà sul parquet in gara 1 di semifinale? Quella determinata di gara 5 contro la Fortitudo o quella capace di tutto, per esempio di andare avanti di prepotenza e poi lasciarsi sfuggire l’inerzia della partita come accaduto in gara 3 a Bologna?
Nel post-partita di martedì sera, Matteo Piccoli ha indicato ancora una volta la via: «La nostra energia può fare la differenza contro chiunque, ma dobbiamo finalmente riuscire a evitare quei cali di tensione che possono compromettere quanto di buono fatto in precedenza. Aver avuto la meglio in una serie tosta come questa può solo aumentare la nostra fiducia e determinazione: come ho già detto dopo la Coppa Italia, vincere aiuta a vincere, perché fa sapere ai tuoi avversari che ci sei, che sarà difficile affrontarti».
Nell’imminente sfida contro la Sebastiani Rieti, Piccoli saprà di certo far sentire di esserci – presumibilmente nell’abituale staffetta con Rismaa – a Jordan Harris, top-scorer nella serie contro l’Urania a 13.3 punti di media. Sempre sul perimetro, altro osservato speciale dovrà essere Marco Spanghero (11 punti, 4 assist di media nei quarti playoff), mentre nel colorato bisognerà contenere l’impatto dei 206 cm di Skylar Spencer (10.7 punti, 9 rimbalzi nelle ultime tre uscite), con Hogue chiamato quindi a confermare la presenza di gara 5 sotto i tabelloni e Okeke invitato a replicare quanto di buono mostrato nell’ultimo mese.
Insomma, come sempre la difesa prima di tutto. Ma servirà anche quella capacità di rimanere sul pezzo che quarto dopo quarto ha logorato la Fortitudo Bologna nella partita decisiva. Se Cantù riuscirà a combinare le due cose, sarà la migliore risposta alla domanda nel titolo di questo articolo. (Paolo Corio)





