Il presidente della Pallacanestro Cantù, Roberto Allievi, ha tracciato il profilo e la filosofia del club brianzolo in vista del campionato di Serie A. Raccogliendo l’eredità storica lasciata dal padre Aldo, la società continua a basare la propria sostenibilità su un modello radicato nell’imprenditoria locale, capace di unire 130 sponsor attorno a un progetto sportivo e sociale distintivo. Un’impostazione che permette a una realtà di 41mila abitanti, forte di un palmarès unico, di competere al massimo livello nazionale senza rincorrere i budget delle superpotenze di EuroLeague, come ha dichiarato a il Corriere della Sera Milano:
«Abbiamo la bellezza di 130 sponsor, in maggioranza imprenditori del territorio. La loro non è soltanto una vicinanza economica: danno risorse e noi diamo visibilità, ma resta un’adesione sincera e appassionata alla nostra filosofia, al nostro modo di fare sport e alle nostre politiche per i giovani. Siamo dotati di una determinazione significativa, senza la quale non riusciremmo a mantenere questi livelli gareggiando con le migliori formazioni d’Italia».
Cantù, la regia di Semaj Christon e la valorizzazione dei giovani
Sul parquet, la squadra affidata all’esperienza di coach Frank Vitucci vede nel playmaker statunitense Semaj Christon la propria guida tecnica e carismatica. L’obiettivo primario resta il raggiungimento di una salvezza tranquilla, integrando nel gruppo prima squadra i migliori talenti del vivaio biancoblù, tra cui spicca il diciassettenne Simone Ventura, esempio della tradizione giovanile del club in attesa dell’inaugurazione della nuova Arena cittadina:
«Christon ha le chiavi della squadra, deve gestire il nostro gioco e compiere le scelte che faranno la differenza. Rappresenta la piena maturità sportiva che deve esserci in un team, con l’obiettivo di raggiungere una salvezza senza patire. Cantù è votata alla crescita dei ragazzi: Ventura ha compiuto tutta la trafila giovanile, è un gran prospetto e deve avanzare passo dopo passo. È il nostro modo di intendere il basket e ci piace proseguire così».




