Chris Paul non ha usato mezzi termini nel commentare il modo in cui si è conclusa la sua avventura ai Los Angeles Clippers. L’ex playmaker, oggi quarantenne, era di fatto nel pieno di quella che tutti consideravano la sua stagione d’addio al basket professionistico, prima che la franchigia decidesse di tagliarlo in maniera del tutto inattesa.
A rendere ancora più amara la vicenda è arrivata la sanzione della NBA nei confronti della franchigia californiana, un provvedimento che ha spinto il protagonista assoluto dell’era “Lob City” a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Intervenuto al podcast Build or Break, il veterano ha espresso tutta la sua frustrazione con parole molto nette:
“La cosa interessante di tutta questa situazione è che probabilmente è una delle cose più irrispettose che abbia mai dovuto sopportare.”
Paul: il peso sulla famiglia e l’addio a Los Angeles
Paul ha sottolineato come l’intera vicenda non abbia colpito soltanto lui, ma anche le persone a lui più vicine. Con figli ormai grandi e una moglie profondamente coinvolta nelle dinamiche quotidiane della squadra e dell’organizzazione, il contraccolpo emotivo si è esteso ben oltre il rettangolo di gioco:
“Ho vissuto esperienze incredibili nella mia carriera e, avendo figli adulti e una moglie molto coinvolta, che conosce a fondo il funzionamento quotidiano della squadra e dell’organizzazione, ovviamente la cosa mi ha dato fastidio, ma la mia famiglia, le persone a cui tengo, tutti quanti…”
Il punto più doloroso riguarda il senso di irriconoscenza percepito dopo anni di dedizione alla causa della franchigia californiana. Un investimento personale e professionale che, a suo dire, non è stato minimamente ripagato nel momento dei saluti:
“Credo che, visto l’investimento che abbiamo fatto nella squadra per così tanto tempo e il modo in cui sono state gestite le cose, sia chiaro che, qualunque cosa tu faccia o abbia fatto, a nessuno importa.”
Parole dure, che restituiscono l’immagine di un giocatore ferito non tanto dalla fine della carriera in sé, quanto dalle modalità con cui è stata gestita la chiusura del suo percorso a Los Angeles.





