HomeEuroLeagueChus Bueno: "Non vedo Milano fuori dall’Eurolega"

Chus Bueno: “Non vedo Milano fuori dall’Eurolega”

L’Eurolega ha scelto il suo uomo di riferimento per gestire il delicato rapporto con la NBA: si chiama Chus Bueno, nuovo CEO della competizione, e ha alle spalle dodici anni di lavoro con la lega americana. È lui il ponte tra i due mondi, e in questi giorni è a Milano per le celebrazioni dei 90 anni dell’Olimpia. Da qui ha rilasciato un’ampia intervista alla Gazzetta dello Sport.

Il quadro che emerge è chiaro: ad aprile è previsto un appuntamento con il commissioner NBA Adam Silver, e le carte sul tavolo diventeranno più definite. Silver stesso aveva già dichiarato: «Siamo convinti che per il bene del basket europeo la cosa migliore sarebbe una soluzione comune con l’Eurolega, trovando un accordo per un approccio di sistema ma alla crescita».

Milano è solo Olimpia

Uno dei temi più discussi riguarda la possibilità che soggetti come Milan o Inter possano entrare nel basket milanese, creando una nuova franchigia. Bueno è netto:

«La risposta semplice è no. Non vedo Milano fuori dall’Eurolega. Una grande squadra, un’enorme tradizione, uno dei club che ci sono stati dall’inizio. Non vedo neanche la possibilità che qualche altro brand gestisca una squadra di basket di riferimento di Milano che non sia l’Olimpia. Se c’è qualche soggetto interessato a investire a Milano, non vedo nessuno scenario in cui non sia su questa squadra. È molto difficile per me pensare che ci sia una nuova franchigia qui che fa basket che non sia l’Olimpia».

Sul fronte delle manifestazioni di interesse ad entrare in NBA Europe, Chus Bueno conferma che entro martedì ne arriveranno, ma nessuna da squadre attualmente esistenti. Questo rafforza l’idea che il progetto punti su nuovi soggetti, non su club già strutturati.

Terza squadra italiana e modello franchigie

Chus Bueno non chiude alla possibilità di una terza squadra italiana in Eurolega. «Sono già in contatto con Trento, Venezia e Napoli», dice, aggiungendo che l’Italia è un grande Paese con molta tradizione nel basket e buoni partner potenziali. Su Roma è più cauto: la riconosce come grande città ideale per il business, ma sottolinea che costruirla non è semplice. «Se c’è un progetto, lo guarderemo».

Il cuore del modello che Chus Bueno sta proponendo è la trasformazione dei club con licenza decennale in franchigie con licenza permanente, che permette di investire a 20-30 anni invece che a 10, elevando il valore del club del 30%. Parallelamente, si lavora su una piattaforma digitale per i tifosi e su un potenziale realistico di un miliardo di euro l’anno di ricavi. I club con licenze più brevi potranno diventare franchigie pagando un ingresso.

Accordo con la NBA e rischio frammentazione

Sul possibile accordo con la NBA, Chus Bueno è diretto: «Loro sanno che l’Eurolega è un grande prodotto. Entrambi abbiamo risorse da mettere sul tavolo, la questione è come massimizzare questa opportunità». E sulla frammentazione del mercato europeo avverte: «Non ci sono mai stati 15 miliardi da investire nel basket in Europa. Frammentare il mercato non sarebbe buono per nessuno».

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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