Peñarroya, così come Frank Vitucci, ti concede la massima libertà di esprimerti sul parquet. Quali analogie e quali differenze tra i due?
Faccio un esempio concreto: entrambi, dopo un tiro che non sarebbe stato da prendere, ti fanno capire che non necessariamente è meglio sedere in panchina ma elaborare in campo il tuo errore, in modo da poter migliorare sin dall’azione successiva. Una questione di ritmo e di assecondare il flusso del gioco. Se non fai la giocata sbagliata non puoi capire perché hai sbagliato e cosa modificare: solo chi fa sbaglia!
Tre parole per descrivere D’Angelo Harrison e tre per Markus Howard?
Per entrambi direi elettricità, spirito agonistico e divertimento. Tutti e due sono capaci di accendere e coinvolgere il pubblico facendo diventare i tifosi pazzi. Addirittura, quando quest’anno siamo in trasferta, i tifosi di casa chiedono che Markus tenti ancora una tripla perché è davvero eccitante da guardare. Entrambi hanno un talento realizzativo fuori scala.
La tua partita e la tua stoppata su Pleiss sono state incredibili, ma la prestazione di tutto il Baskonia con l’Efes è stata magnifica. Cosa ci puoi aggiungere sulla notte della Fernando Buesa Arena?
L’atmosfera era meravigliosa. Rimontare da -10 nell’ultimo quarto è stato possibile anche grazie al rumore e all’incitamento degli spalti. Mi immagino, da spettatore, che vedere una partita così combattuta e così ad alto punteggio deve essere stato il massimo, ma giocarla è stato davvero faticoso. Continuare a rimanere attaccati alla gara e trovare le giocate difensive decisive ha richiesto uno sforzo enorme.
Qual è l’obiettivo di squadra per questa EuroLeague e in ACB?
Non ci siamo posti obiettivi finali: non importa chi si affronta, bisogna essere competitivi partita dopo partita sempre allo stesso modo. Se riusciremo a connetterci col ritmo di ogni gara, allora vincere sarà possibile sia in settimana che nel weekend.
Quintetto dei giocatori più duri da affrontare in EuroLeague?
C’è davvero tantissimo talento in ogni squadra. Difficile sceglierne solo cinque: ex giocatori NBA, tiratori incredibili, difensori tosti da superare…





