HomeLega BasketOlimpia MilanoDatome: "Voglio essere una guida, non devo bruciare le tappe"

Datome: “Voglio essere una guida, non devo bruciare le tappe”

Dopo il ritiro avvenuto in grande stile dal basket giocato, con uno scudetto vinto da MVP e dei Mondiali giocati da protagonista, Gigi Datome si prepara ad affrontare lo step successivo della sua carriera. Bandiera del nostro basket sul campo giocato, ora l’ex Fenerbahce vuole fare di tutto per lasciare un segno anche fuori dal parquet. Intervistato da Sky in occasione della festa “Sky 20 anni”, Datome ha parlato del suo futuro e di cosa si aspetta dalla sua carriera nei prossimi anni.

Datome ha iniziato la sua intervista parlando della sua quotidianità dopo il ritiro, ovviamente cambiata nella sua routine e nella gestione dei tempi. Ciò che non manca mai, comunque, nonostante l’assenza di basket ufficiale è l’allenamento, che Gigi vuole continuare a non trascurare.

Continuo ad allenarmi ma in modo più sano rispetto agli ultimi anni, meno traumatico per il mio corpo. Continuare con l’Olimpia mi ha dato la possibilità di non stravolgere la mia routine, faccio il mio allenamento e poi mi metto da parte perché arrivano i giovani.

Dovesse tornare indietro, comunque, Datome non sembra affatto pentito della scelta presa e soprattutto del momento in cui è arrivata.

Ho sempre pensato di uscire in un bel momento e ho avuto la fortuna di poter scegliere quel momento.

In cosa potrà essere utile il Datome fuori dal campo, magari ancora di più di quanto lo era in campo? Gigi sa bene cosa può portare sul tavolo, convinto di poter dare un impulso positivo alla squadra tutta. E convinto che le cose imparate sul parquet avranno un sicuro riverbero anche nella sua prossima vita lontano dal basket giocato.

Il lavorare duro per ottenere gli obiettivi, la disciplina, il feeling per capire la squadra e l’umore dei compagni. Ci sono tante cose che aiutano gli sportivi ad affrontare il percorso fuori dal campo. Sono convinto che la mia visione da veterano può essere utile a staff e giocatori. Cercherò di essere una guida per chi ha bisogno di essere aiutato. Comunque quest’anno ripartirò da zero perché ho tanto da imparare.

Così come lui vorrà lasciare il proprio segno nel futuro, molte figure hanno segnato la sua carriera da giocatore negli anni scorsi in positivo e in negativo. Indicarne una sola sarebbe impossibile per Datome, che tuttavia estrapola due nomi ben precisi dai suoi pensieri.

Ho cercato di apprendere da tutti nella mia carriera, nel bene e nel male. Obradovic ha segnato la mia carriera, così come è stato importante Brad Stevens. Fare un solo nome è difficile perché tutti sono stati un punto di riferimento in un modo o nell’altro.

Ora, quindi, cosa bisogna aspettarsi dalla carriera futura di Datome? Un ruolo da dirigente, magari. Gigi non sembra escludere questa possibilità, ma appare molto conscio di quelle che sono le sue possibilità al momento e di quella che dovrà essere la sua crescita personale per arrivare a tale aspirazioni.

Diventare dirigente? Ho sempre avuto grande senso di responsabilità e amore per la pallacanestro. Tuttavia, sono sempre stato onesto con me stesso e mi rendo conto che ora non sarei in grado. Devo fare il mio percorso e le cose per bene. Ringrazio ancora l’Olimpia e Ettore Messina perché mi stanno dando la possibilità di imparare. Non ho nessuna fretta e non devo bruciare le tappe.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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