Una vittoria che dà fiducia alla Maxima Roma, una sconfitta dalla quale la BC Roma deve ricavare indicazioni per crescere. Il post-derby (vinto dalla squadra di casa per 96-95) passa attraverso le analisi dei coach Matteo Cotelli e Alessandro Magro, che si ritrovano d’accordo su un punto: entrambe le squadre hanno ancora molto lavoro davanti. Prima delle considerazioni tecniche, però, c’è spazio per il pubblico e per una serata che ha riportato al centro la passione della capitale per la pallacanestro.
Cotelli: «Un’atmosfera elettrica, una vittoria significativa»
Il primo pensiero di Cotelli è per gli spalti e per l’energia che ha accompagnato la partita: «Voglio veramente ringraziare con il cuore il pubblico». Il tecnico della Maxima descrive «Un’atmosfera elettrica» e sottolinea quanto sia stato bello giocare in un contesto così coinvolgente.
Sul campo, però, il successo assume un valore che supera il significato del derby: «È una vittoria significativa nel nostro cammino». La Maxima aveva bisogno di cambiare passo dopo le difficoltà delle precedenti uscite, nelle quali il finale aveva compromesso quanto costruito durante la gara.
Cotelli vede nel risultato una possibile spinta per il gruppo: «Una scintilla che può darci motivazioni, darci luce, darci convinzione in quello che stiamo facendo». Una soddisfazione che accompagna il riconoscimento dell’impegno dei giocatori, disponibili a lavorare sulle difficoltà emerse.
Il tecnico mantiene comunque il successo nella giusta prospettiva: «Ci sono tante cose da migliorare». La squadra è insieme da poco e alcuni elementi stanno affrontando le prime esperienze europee. Il derby offre fiducia, ma il lavoro per costruire equilibri e continuità resta aperto.
La Maxima è cresciuta nell’atteggiamento: «Un controllo mentale migliore rispetto alle ultime due partite»
La risposta più importante, per Cotelli, riguarda la gestione dei possessi decisivi: «Abbiamo avuto un controllo mentale della situazione, di quello che sta succedendo in campo, migliore rispetto alle ultime due partite».
Dopo le sconfitte maturate nei finali delle precedenti uscite, la Maxima è riuscita a mantenere maggiore lucidità. A favorire questo progresso hanno contribuito anche le scelte nelle rotazioni: «Aver giocato di più con la line-up con due palleggiatori ha sicuramente dato i suoi frutti».
La possibilità di avere più giocatori capaci di creare dal palleggio ha offerto soluzioni nei momenti delicati. La crescita, però, è passata soprattutto dalla difesa: «Dopo un inizio terribile, nel terzo e quarto quarto veramente abbiamo concesso poco».
Cotelli individua nella solidità della seconda metà di gara una delle chiavi del successo. La Maxima ha aumentato la pressione su Nico Mannion, rendendo più difficile il lavoro del principale riferimento offensivo della BC Roma e trovando una tenuta che nelle partite precedenti era mancata.
Brown da centro e Tyson: le scelte di Cotelli
L’utilizzo di John Brown da centro ha cambiato il volto della Maxima. Il quintetto più piccolo ha dato mobilità alla squadra e modificato le situazioni che la BC aveva preparato. Cotelli richiama «La rapidità e l’attività» di Brown, caratteristiche utili per creare vantaggi e sostenere il lavoro difensivo.
Una scelta che ha ridotto lo spazio per il gioco in post basso di Miro Bilan, inizialmente previsto tra le opzioni del piano partita. Il tecnico ha preferito insistere sull’assetto che stava offrendo risposte migliori, dentro un confronto fatto di continui adattamenti.
Per Hunter Tyson, arrivato da poco, le parole sono di apprezzamento: «È un ragazzo molto intelligente, è un ragazzo di qualità alta». Cotelli ne sottolinea il valore già mostrato: «È un giocatore importante, lo sta già dimostrando». Anche in questo caso, però, la crescita richiede tempo: «Ci vuole pazienza, ci vuole lavoro, ci vuole conoscenza reciproca». Il contributo immediato è un segnale positivo, sul quale costruire attraverso una maggiore intesa con i compagni.
Magro: «Non perdi mai se impari qualcosa»
Magro riparte dall’approccio della BC Roma: «Abbiamo iniziato molto bene, abbiamo avuto percentuali alte al tiro». La squadra era riuscita a trovare le situazioni offensive cercate nella preparazione, prima di perdere continuità nella seconda metà della partita.
Il tecnico vuole trasformare la sconfitta in un’occasione di crescita e riporta il messaggio consegnato al gruppo: «Non perdi mai se impari qualcosa». L’analisi deve quindi servire a individuare gli errori e a correggerli, conservando quanto di buono è stato fatto.
Nel bilancio pesa anche la gestione delle energie: «Abbiamo giocato due partite diverse, siamo stati alla fine un po’ corti d’energia». Una difficoltà sulla quale lavorare insieme alla ricerca di un contributo più ampio da parte del gruppo.
La direzione, per Magro, resta quella scelta all’inizio del percorso: «Dobbiamo credere nel processo e continuare nella direzione che abbiamo deciso». Fiducia nel lavoro, dunque, accompagnata dalla necessità di riconoscere ciò che ancora manca.
Cosa è mancato alla BC Roma: «Più disciplina nei momenti di difficoltà»
Il punto centrale dell’analisi di Magro è la capacità di reagire quando la partita cambia: «Nei momenti in cui tu vai in difficoltà devi essere molto più esigente da un punto di vista della disciplina».
La BC deve migliorare nella lettura delle situazioni e nella qualità delle scelte. Il tecnico spiega che alcuni tiri accettabili quando la squadra è in fiducia possono diventare meno opportuni durante una fase negativa. In quei momenti, la risposta deve passare attraverso un’esecuzione più rigorosa. «Quando sei in difficoltà, il metodo deve essere ancora più esigente», insiste Magro, indicando anche le correzioni: «Mettere buoni blocchi, mettere buone spaziature, fare un passaggio in più».
L’obiettivo è ridurre i possessi poco costruiti e trovare conclusioni migliori: «Adesso dobbiamo provare a costruire dei tiri ad alta percentuale». La qualità dell’attacco diventa così uno strumento per ritrovare controllo, oltre che per segnare.
Nessun errore di valutazione: «Non ho visto presunzione nelle facce dei miei giocatori»
Magro esclude che il calo sia stato provocato dalla convinzione di aver già vinto: «Non ho visto presunzione nelle facce dei miei giocatori». Nella sua lettura, è mancata soprattutto la capacità di rispondere quando le soluzioni che avevano funzionato hanno smesso di produrre gli stessi risultati.
L’allenatore collega inoltre la qualità offensiva all’equilibrio difensivo: «Se tu hai un attacco mediocre, ti esponi alla possibilità che gli altri corrano». Costruire meglio i possessi significa quindi anche limitare la transizione avversaria e farsi trovare più pronti nell’altra metà campo.
Il giudizio sulla squadra deve andare oltre l’esito di una conclusione: «Dobbiamo credere nel lavoro che facciamo». La crescita passa dalla possibilità di arrivare ai momenti decisivi con maggiore lucidità e meno errori accumulati durante la partita.
Holiday e il percorso della Maxima: «Abbiamo ancora molto da fare»
Anche Aaron Holiday, in un veloce botta e risposta con la stampa a fine gara, guarda al lavoro necessario per proseguire: «Penso che abbiamo ancora molto da fare».
È un concetto che attraversa anche l’intervento di Cotelli. Il calendario lascia poco spazio agli allenamenti e impone di costruire conoscenza e automatismi attraverso le gare: «Le partite sono un allenamento, è un po’ brutale, ma sono un allenamento».
Il percorso richiede continuità e la capacità di accettare anche le difficoltà: «È tutto un percorso che richiede tempo, pazienza». Cotelli indica quindi la priorità: «La cosa importante è continuare a prendere piccoli passi avanti».
Il derby consegna alla Maxima un passo concreto nella gestione del finale e alla BC indicazioni precise sulla disciplina offensiva. A entrambe lascia anche la risposta di una città tornata a vivere una serata di grande pallacanestro.




