La stagione del Dubai Basketball in Eurolega continua a essere una delle storie più interessanti dell’anno. Alla fine di febbraio la squadra è dodicesima in classifica con 15 vittorie e 14 sconfitte, pienamente dentro la corsa per i play-in.
Il progetto emiratino ha costruito la propria identità su un gioco offensivo dinamico e su un ritmo piuttosto alto rispetto alla media della competizione. Le analytics mostrano una squadra che tende a creare vantaggi rapidamente e a generare molti tiri dal perimetro, ma che a tratti paga qualcosa in termini di continuità difensiva e gestione dei possessi.
Analizziamo i principali aspetti statistici del loro gioco.
Punti di forza
1. Ritmo offensivo e volume di possessi
Dubai è una squadra che cerca di alzare il numero di possessi e di giocare con transizioni rapide. Questo approccio permette di produrre un volume offensivo elevato e di mettere sotto pressione difese meno profonde.
Quando la partita si apre e il ritmo cresce, l’attacco di Dubai riesce spesso a trovare soluzioni veloci nei primi secondi dell’azione, soprattutto con pick and roll giocati in campo aperto o ribaltamenti rapidi sul lato debole.
2. Produzione dal perimetro
Uno degli elementi chiave dell’attacco è l’alto utilizzo del tiro da tre punti. La struttura offensiva tende a generare spacing ampio e situazioni di tiro sugli scarichi, con una distribuzione dei tentativi che privilegia il perimetro rispetto al gioco statico in post.
Questo porta Dubai a essere particolarmente pericolosa contro difese che collassano troppo sull’area o che concedono rotazioni lente.
3. Capacità di creare vantaggi dal pick and roll
Molte delle migliori sequenze offensive arrivano dal pick and roll centrale. Dubai sfrutta bene la creazione dal palleggio per attaccare il primo vantaggio:
- penetrazioni profonde,
- tiri dal mid-range in ritmo,
- scarichi verso tiratori piazzati.
Quando la circolazione di palla è fluida, l’efficienza per possesso dell’attacco cresce sensibilmente.
Punti deboli
1. Difesa a tratti discontinua
Se l’attacco è spesso produttivo, la difesa non sempre mantiene lo stesso livello di solidità. Dubai può concedere parziali importanti soprattutto quando le squadre avversarie riescono a rallentare il ritmo e a portare il gioco su attacchi più strutturati.
In queste situazioni emergono difficoltà nella protezione dell’area e nelle rotazioni difensive sul lato debole.
2. Qualità dei tiri concessi
Un altro aspetto critico riguarda la qualità dei tiri concessi agli avversari. In diverse partite della stagione Dubai ha permesso percentuali alte dal perimetro, segno di close out non sempre tempestivi e di qualche problema nella difesa del pick and roll laterale.
3. Gestione dei momenti della partita
Essendo una squadra molto orientata al ritmo, Dubai può soffrire quando la partita diventa più fisica o rallentata. Nei finali punto a punto o nei possessi a metà campo prolungati, l’attacco perde parte della propria fluidità e si affida maggiormente a iniziative individuali.
Il quadro della stagione
Il record di 15-14 fotografa bene l’andamento della squadra: competitiva, spesso spettacolare, ma ancora alla ricerca di stabilità. Dubai ha dimostrato di poter battere squadre di alto livello — come visto anche nel successo contro il Real Madrid nelle scorse settimane — ma deve trovare maggiore continuità difensiva per fare il salto verso la zona playoff.
Se riuscirà a mantenere l’efficienza offensiva migliorando la qualità delle rotazioni difensive, Dubai potrebbe diventare una delle squadre più scomode nella fase finale della regular season di Eurolega.
