In un giorno già storico per la NBA, con Gara 7 delle Finals tra Thunder e Pacers, è arrivato un colpo di scena che ha scosso il mondo del basket: Kevin Durant è stato ceduto agli Houston Rockets.
Il veterano ex MVP, destinato alla Hall of Fame, lascia i Phoenix Suns per approdare in Texas in cambio di Jalen Green, Dillon Brooks, la scelta numero 10 del Draft 2025 e cinque seconde scelte future.
I dettagli della trade
I Rockets acquisiscono:
Kevin Durant
I Suns ricevono:
Jalen Green
Dillon Brooks
Scelta n°10 al Draft 2025
5 seconde scelte
Durant, 37 anni a inizio stagione, porta esperienza e talento offensivo a una squadra giovane ma già competitiva. Houston ha chiuso seconda a Ovest lo scorso anno, e ora punta al salto definitivo con una stella senza dover rinunciare ai pezzi pregiati del proprio nucleo.
Houston: un rischio calcolato
I Rockets hanno sacrificato profondità, in particolare Brooks, anima difensiva del gruppo, ma restano solidi: Thompson, Sengun, VanVleet e Smith Jr. formeranno il nucleo intorno a KD. Le sfide arriveranno dal punto di vista economico: il contratto di Durant, combinato con i futuri rinnovi di Thompson ed Eason, porterà Houston a confrontarsi presto con la luxury tax.
Sul campo, però, Durant potrà risolvere il problema principale emerso nei playoff: la mancanza di un finalizzatore nei momenti chiave. KD ha ancora una delle migliori efficienze offensive della lega, e in coppia con VanVleet promette di dare struttura e talento nei possessi decisivi.
Phoenix inizia la ricostruzione
Per i Suns si apre una nuova fase, dopo il fallimento del progetto Durant-Beal-Booker. L’arrivo di Jalen Green, ancora 23enne, può rappresentare un investimento sul futuro, mentre Dillon Brooks sarà subito utile come difensore di primo livello. Fondamentale sarà anche la scelta n°10, che rappresenta una delle poche risorse di valore rimaste dopo le trade passate.
Phoenix ora ha uno squilibrio evidente a roster, con tanti esterni ma poche soluzioni interne. È probabile che questa trade sia solo l’inizio di una serie di mosse per riequilibrare l’organico e ridurre i costi, cercando nel frattempo di ottenere valore da giovani come Green e i pick accumulati.
Chi ha vinto la trade?
Houston ottiene subito un upgrade offensivo e rilancia le proprie ambizioni playoff, ma si assume anche rischi contrattuali e di equilibrio. Phoenix perde la sua stella ma recupera giovani, scelte e margine di manovra. Una potenziale win-win sul breve e lungo termine, che apre nuove strade per entrambe.





