HomeNBAEspansione NBA: Seattle Supersonics in pole per il grande ritorno

Espansione NBA: Seattle Supersonics in pole per il grande ritorno

Ogni volta che il tema dell’espansione ritorna in primo piano nell’agenda dell’NBA, il primo nome sulla bocca di tutti gli appassionati più nostalgici è uno e uno soltanto: Seattle SuperSonics.
La franchigia se n’è andata ormai nel lontano 2008 lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di tantissimi tifosi, che però ora stanno tornando a sperare.

Un’attesa troppo lunga

I Seattle SuperSonics sono una delle 21 franchigie ad aver vinto almeno un titolo nella storia dell’NBA, successo raggiunto nel 1979 alla terza apparizione alle Finals e a dodici anni dall’ingresso nella lega nel 1967.
Nei suoi 42 anni di vita la squadra ha visto passare fra le proprie fila ben 10 giocatori, 3 allenatori e 2 contributori indotti poi nella Hall of Fame.
Giocatori come Shawn Kemp, Gary Payton e Kevin Durant sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno cominciato la loro carriera sul parquet di Seattle, per non nominare Patrick Ewing e Ray Allen, giusto per menzionare altre due leggende del gioco che sono passate per “Rain City”.

Dal 2008 però, i SuperSonics sono scomparsi dalla mappa dell’NBA a seguito della cessione della squadra avvenuta nel 2006 per mano di Howard Schultz, guida della proprietà del gruppo SuperSonics, che ha ceduto la squadra al gruppo di investitori Professional Basketball LLC, guidato dall’imprenditore di Oklahoma Clayton Bennett.

Il caso Oklahoma City

All’epoca della cessione, Howard Schultz non pensava che la franchigia sarebbe stata spostata subito a Oklahoma City, ma che invece la nuova proprietà avrebbe fatto il possibile per mantenere la squadra nella sua sede originale, anche in virtù delle volontà dei sindaci delle due città, come si evince dalle parole dell’allora sindaco di Oklahoma Mick Cornett:

Credo sia presuntuoso pensare che Clay Bennett e il suo gruppo non saranno proprietari della squadra di Seattle per molto, molto tempo a Seattle o da qualche altra parte, e che sposteranno la franchigia a Oklahoma City. […] Capisco che la gente possa pensare che questo sembri essere uno scenario probabile, ma è solo una speculazione»

Tuttavia, nel 2007 Bennett richiese l’interruzione del contratto d’affitto con la KeyArena di Seattle, che sulla carta sarebbe stato in vigore fino al 2010.
Con alcuni patteggiamenti e accordi finanziari, fra cui il pagamento di 75 milioni alla città di Seattle, 30 dei quali pagati nel 2013 e dovuti al fatto che non si era riusciti a trovare una squadra sostitutiva per la città di Seattle entro quell’anno, Bennett riuscì a portare finalmente la squadra a Oklahoma a partire dalla stagione 2008/2009.

Alcuni mesi prima dalla sentenza del tribunale Seattle fece trapelare delle conversazioni avvenute nel gruppo Bennett, con le quali voleva dimostrare che il gruppo avesse intenzione di spostare la squadra ancora prima dell’acquisto.
Seattle cercò di spingere Schultz verso l’apertura di una causa in virtù del fatto che le negoziazioni non fossero avvenute in buona fede, ma l’NBA sostenne la nullità della causa da subito visto il patto firmato proprio da Schultz in cui prometteva di non aprire nessuna causa verso il gruppo.

Le speranze di ritorno

Prima che nella lega sorgesse il tema dell’espansione, Seattle era già stata vicino al grande ritorno in NBA nel 2012, quando intavolò delle trattative coi fratelli Maloof, allora proprietari dei Sacramento Kings.
Seattle riuscì a convincere i fratelli con un accordo di acquisto che si aggirava attorno ai 500 milioni, 200 dei quali investiti dalla città di Seattle mentre i restanti sarebbero stati stanziati da alcuni imprenditori (fra i quali l’attuale proprietario dei Clippers Steve Ballmer, che quest’anno la sua arena se l’è costruita eccome).
Nonostante ciò, nel 2013 le speranze di Rain City si infransero nuovamente quando, il 15 maggio, il comitato dei proprietari della NBA rifiutò ufficialmente il trasferimento della franchigia californiana a Seattle. Due giorni dopo, i fratelli Maloof vendettero la squadra a un’altra cordata, disposta però a mantenere la squadra a Sacramento finanziando la costruzione di una nuova arena.

Adesso, a 16 anni dall’uscita della propria squadra dalla Lega dei grandi, Seattle è finalmente tornata a sperare e anche questa volta le probabilità sembrano andare in favore della città. L’espansione per l’NBA sembra ormai solo una questione di tempo, tanto più dopo quanto trapelato da Eurohoops nelle scorse settimane, secondo cui l’NBA avrebbe in programma l’apertura di una nuova lega in Europa, rivale dell’Eurolega.

Il grande ritorno dei Seattle Supersonics, quindi, sembra ormai solo una questione di ufficialità, anche se più volte il karma ha beffato una città a cui una franchigia NBA manca come l’aria, vuoi per come se n’è andata o per la tradizione e i nomi che l’hanno resa grande. Poco importa il perché, l’unica cosa che conta è che ritornino i SuperSonics, la squadra uscita sì dall’NBA, ma mai dai cuori dei tifosi.

Tommaso Busato
Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.

2 Commenti

  1. I really hope sonics are coming back . I’ve waited on that moment every since my heart was broken when they left . I haven’t watched not 1 NBA game since their leaving the NBA . PLEASE BRING BACK MY SONICS AND MY NBA THAT IVE GROWN TO LOVE . I MISS WATCHING basketball ball it’s been nearly 17 years since I’ve watched the NBA

    • Looks like this might be the right time, and hopefully it is! Las Vegas surely is an attractive venue for the NBA, but I think Seattle would be a better fit for the League rather than New Mexico.

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