Il panorama del basket italiano ed europeo si appresta a cambiare radicalmente con l’ufficialità che Ettore Messina lascia l’Olimpia Milano. Dopo un’avventura intensa durata sette anni e quindici giorni, l’ormai ex coach e President of Basketball Operations ha deciso di chiudere definitivamente la sua esperienza all’ombra del Duomo. Una scelta che arriva come naturale evoluzione di un percorso che aveva già visto una svolta storica il 24 novembre 2025, quando Messina aveva annunciato l’addio alla panchina biancorossa per fare spazio al suo delfino designato, Peppe Poeta.
Nonostante le critiche e le forti pressioni dell’ultimo periodo, l’eredità sportiva che Messina si lascia alle spalle a Milano resta impressionante. Sotto la sua guida, la bacheca dell’Olimpia si è arricchita con tre scudetti consecutivi culminati con lo storico traguardo della terza stella, un’impresa che nel capoluogo lombardo non si vedeva dal lontano 1987. A questi si aggiungono due Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane e il grande ritorno sul palcoscenico europeo che conta, grazie alla qualificazione alle Final Four di Eurolega a Colonia nel 2021, interrompendo un digiuno che per i tifosi milanesi durava da ben ventinove anni.
Le ragioni del divorzio e il peso delle critiche
L’addio definitivo di Messina non è legato strettamente ai risultati sul campo, quanto piuttosto a un clima ambientale diventato nel tempo troppo pesante e logorante. Il tecnico non ha mai nascosto la profonda sofferenza per la diffidenza e gli attacchi subiti da una parte della tifoseria, come ha dichiarato nel corso di una lunga intervista concessa a Il Corriere della Sera:
«Ci ho sofferto molto», ha confessato apertamente l’allenatore, evidenziando come nemmeno i trentasei titoli vinti in carriera lo abbiano reso immune ai giudici del web e ai leoni da tastiera.
Il doppio ruolo di allenatore e presidente ha finito per prosciugare molte energie, e la complessa gestione del mercato, caratterizzata da un continuo turnover di giocatori, ha reso il cammino europeo altalenante e talvolta deludente. A sancire il definitivo distacco è stato anche il progressivo raffreddamento dei rapporti con la proprietà, reso evidente dalle sue assenze a bordo campo durante le ultime finali di campionato. Rimane comunque il grande attestato di stima del presidente Leo Dell’Orco, che ha voluto sottolineare il valore della sua metodologia di lavoro, definendola un patrimonio che guiderà il club anche in futuro.
Quale sarà il futuro di Ettore Messina?
Conclusa ufficialmente l’era milanese, le speculazioni sul futuro del tecnico della classe ’59 sono già iniziate. Sebbene ci siano state forti indiscrezioni su un interesse da parte di Roma, la pista capitolina sembra ormai esclusa dalle reali intenzioni del coach.
EuroLeague lo accoglierebbe volentieri dietro a una scrivania con un ruolo dirigenziale, ma il richiamo del campo e degli Stati Uniti resta ancora troppo forte. Messina guarda nuovamente all’America, diviso tra le sirene della NBA e il fascino intramontabile del basket collegiale. L’obiettivo principale è quello di tornare a guidare una squadra dalla panchina con la tuta e il fischietto, per dimostrare ancora una volta il proprio valore e rispondere con i fatti a chi lo considerava ormai a fine corsa:
«Bollito a chi?», sembra essere il messaggio finale e orgoglioso di un vincente che non ha ancora finito di dire la sua nel mondo della pallacanestro.
