Negli ultimi mesi la Legabasket ha rilanciato il podcast originariamente iniziato da Andrea Trinchieri nel corso della passata stagione. Esperto del campo che va ad intervistare altri professionisti della pallacanestro italiana è questa volta Gianluca Basile, che nell’ultimo episodio di Basketball&Conversations ha intervistato Ettore Messina. In questo terzo estratto dell’intervista, che potete guardare integralmente qui sotto, il coach dell’Olimpia Milano ha parlato dei propri difetti da allenatore e su cosa stia lavorando per provare a essere un coach migliore.
Oggi sono più tranquillo perché i giocatori mi rendono più tranquillo. Perché quando tu vai in campo, è come chi guida la macchina in Formula 1. Se tu nella macchina senti qualche rumorino e senti che c’è qualcosa che non va, hai paura di andare a sbattere. E con l’allenare è la stessa roba. Cioè, o fai finta, oppure tu capisci quando la squadra non c’è o quando ci sono dei problemi, o quando ci sono dei limiti, o quando ci sono delle carenze, e hai paura.
Ma poi ci sono quelli più bravi di me che riescono a questo dissimulare. A me, purtroppo, lo leggono in faccia e questo molte volte è un problema. Molte volte è un problema perché poi il giocatore anche lui si prende paura, c’è una crisi di fiducia. Ci sono molti eccellenti allenatori che dissimulano benissimo le loro preoccupazioni, le loro paure, le loro mancanze di fiducia nella squadra. E come fa il giocatore? Da te si capisce. E questo è il problema.
Infatti, io mi rendo conto che ho bisogno di avere nella squadra giocatori che abbiano una personalità abbastanza forte per non farsi condizionare i miei umori. Purtroppo è così. Per fortuna ne ho avuti tanti. E qualche giocatore sicuramente non l’ho aiutato nella mia carriera. Lo so perfettamente e me ne dispiace credimi, quotidianamente. Però, come dici tu, un giocatore deve essere capace nel senso di capire anche l’allenatore.





