Valencia
Alla domanda “esiste una squadra in Europa che abbia avuto più problemi di infortuni della Virtus Bologna?”, la risposta è una e una sola: il Valencia. La sequela di acciacchi più o meno gravi che ha colpito praticamente tutto il roster di Joan Penarroya è stata davvero impressionante. Solo guardando all’Eurocup, nessun giocatore ha disputato tutte le diciotto partite di regular season. Claver ne ha saltate tredici, Dimitrijevic undici, Van Rossom sette, Tobey cinque e ci sono state un paio di assenze anche per Bojan Dubljevic. Ciliegina sulla torta, nella partita di ACB del 27 marzo contro Murcia, Klemen Prepelic si è rotto ulna e radio del braccio sinistro e ha concluso anzitempo la sua stagione.
E, nonostante tutto questo, i Taronja sono sempre stati una delle migliori squadre della competizione e hanno chiuso il girone B al secondo posto, alle spalle solo del sorprendente Gran Canaria. Squadra peculiare se ce n’è una: per larghi tratti di stagione è stata, per distacco, miglior attacco e peggior difesa della competizione. Nel corso delle giornate l’impatto difensivo è migliorato, e alla fine i valenciani hanno chiuso col miglior attacco per cento possessi (119.9 punti) e la decima difesa (111.1, appena oltre la media di 110.4 registrata nel corso della regular season).
L’infortunio di Prepelic (14.2 punti in 23′ di media) mette in dubbio tanti dei discorsi che si sarebbero fatti altrimenti a questo punto. Lo sloveno aveva un ruolo centrale nel gioco degli spagnoli: primo in Eurocup per usage medio, 31%. Se il reparto lunghi, infatti, ha rotazioni lunghissime, con Tobey, Dubljevic, l’eccellente Pradilla, Jasiel “Papi” Rivero, addirittura Labeyrie e Claver che giocano ormai stabilmente nel ruolo di 3, sugli esterni i numeri sono molto meno abbondanti. E Prepelic, anche per il suo peso come giocatore, non ha un vero sostituto, a maggior ragione con l’infortunio avvenuto a deadline per i nuovi innesti già passata (solo per la ACB è arrivato Olivier Hanlan).
Ci saranno nuovi equilibri da costruire. Il roster probabilmente non ha un singolo con le caratteristiche per prendersi sulle spalle, singolarmente, il peso offensivo che portava Prepelic. Più probabile che si cerchi di ripartire le responsabilità sugli uomini a disposizione, piuttosto che cercare un surrogato dell’esterno sloveno da qui in avanti. In parte quello che si è visto nelle sei partite, tra coppa e campionato, giocate fin qua dall’infortunio. Di sicuro il baricentro della squadra si sposterà maggiormente verso il pitturato, dove, come visto le opzioni non mancano.
Bojan Dubljevic ha giocato una stagione in linea con le aspettative (8 punti, 6 rimbalzi e 3 assist di media in 20′), alternandosi in manira eccellente con Mike Tobey, che garantisce più copertura difensiva, ma in attacco porta similare capacità di aprire il campo (11+6 rimbalzi col 40% da tre). Assieme a loro ha brillato la stellina di Jaime Pradilla, lungo classe 2001 che già l’anno scorso aveva iniziato a mettere nel serbatoio esperienza di Eurolega e in questa stagione è stato uno dei più positivi della truppa, giocando spesso in coppia con Tobey. Reparto puntellato dall’energia di Jasiel Rivero, che coach Penarroya si è portato dietro da Burgos non per caso e spesso, nei finali di partita, è risultato decisivo con la sua energia.

Sugli esterni ci si aspetta sicuramente contributo extra da Martin Hermansson, che ha giocato una regular season abbastanza sottotono, ma adesso deve cambiare marcia, stanti le assenze di Sam Van Rossom, che per i playoff dovrebbe rientrare ma dopo un’assenza di circa due mesi, e di Nenad Dimitrijevic, fermo a tempo indeterminato per un’infezione virale. Josip Puerto e il classe 2002 Guillem Ferrando (13 assist nell’ultima partita contro Ulm) hanno tamponato le assenze nell’ultimo periodo, ma per i playoff ci si aspetta di vedere minutaggi ampi per i giocatori più esperti. Occhio a Xabi Lopez-Arostegui, che ha già esperienza playoff di Eurocup maturata la passata stagione con Badalona.
L’ala ormai in orbita nazionale spagnola, è un coltellino svizzero multiuso che può svolgere ottimamente più compiti. Buon finalizzatore per le creazioni dei compagni di squadra (9 punti di media col 39% da tre), difensore di impatto, ultimamente Penarroya ha provato a sfruttare i problemi numerici nel ruolo di playmaker per usarlo da portatore di palla secondario. E’ un altro a cui lo staff tecnico di Valencia chiedere un salto di qualità da qui in avanti.





