Il primo turno di playoffs di EuroCup ci portano subito sorprese e risultati inaspettati. Se avevamo infatti pronosticato il Partizan come possibile vincitrice e lo Joventut Badalona come candidata numero uno al ruolo di sorpresa del torneo il campo ci ha privato già ora di entrambe le formazioni, battute rispettivamente da Bursa e Ulm. Anche la Reyer Venezia trova la via di casa contro Boulogne, mentre la Virtus Bologna porta a casa la qualificazione contro un comunque positivo Lietkabelis, e dopo la sorpresa Ulm giocherà anche i quarti all’interno delle mura amiche.
Andiamo quindi ad analizzare gli spunti tecnici che il match delle Vu nere ci ha lasciato.
Virtus Bologna
Coach Scariolo arrivava alla partita con una sola certezza: il vantaggio fisico dei suoi. Corpi come quelli di Jaiteh, Shengelia, Sampson e Hervey avevano tutto il potenziale per dominare sotto le plance contro un Lietkabelis leggermente meno fisico e sicuramente molto più lento. Non a caso l’iniziale piano partita dell’allenatore bresciano prevedeva un fitto movimento di palla tra dentro e fuori il pitturato, con frequenti tagli e ribaltamenti di campo. Questo costante movimento dell’attacco virtussino era atto a stanare i piedi lenti dei lunghi avversari sui cambi, nonché a creare missmatch favorevoli sotto canestro.
I lituani mettono tuttavia in campo una difesa molto aggressiva, fatta da show forti e tante botte, che costringe la Virtus a ridimensionare un po’ il proprio modo di attaccare. Nonostante il perno dell’attacco resti sotto canestro infatti Scariolo decide di far eseguire molto di più i suoi, rallentando il gioco e mettendo Shengelia al centro dei movimenti offensivi dei padroni di casa. La palla arriva infatti, quasi sempre, dal quattro georgiano, che a questo punto può creare vantaggio in post, servendo delle penetrazioni o, la maggior parte delle volte, attirando il raddoppio e scaricando palla su Jaiteh.
La difesa
Nota super positiva per la Virtus è la difesa messa in campo su quasi tutti i quaranta minuti. A capo della buona prestazione nella propria metà campo c’è Daniel Hackett, che riesce a sporcare centinaia di palloni ed a intuire con largo anticipo le linee di passaggio. Questa è stato un turning point fondamentale nella difesa virtussina, che ha saputo chiudere benissimo le linee di passaggio, soprattutto esterne, costringendo spesso il Lietkabelis a consumare secondi in palleggio ed abbassare il ritmo.
E’ tuttavia l’enorme quantità di talento e fisicità a fare la differenza in questo lato del campo. Tutti i giocatori virtussini, compresi Teodosic e Sampson, sono fortemente motivati a difendere bene. Ciò fa si che nonostante la bravura nel battere la prima linea dei giocatori avversari i costanti aiuti e la presenza sotto canestro, unite al lavoro sulle traiettorie di cui sopra, abbiano spesso inceppato il flow offensivo dei ragazzi di coach Canak.
Ottimo lavoro anche dal punto di vista dei rimbalzi da parte dei ragazzi di Scariolo. Contro la terza forza per percentuale di rimbalzi offensivi catturati la Virtus domina nel primo quarto sulle palle vaganti, riuscendo a chiudere il primo tempo con un computo praticamente paritario. Nonostante a fine partita la statistica dia ragione ai lituani il lavoro fatto nei primi 10 minuti di gioco è fondamentale per scavare un vantaggio mai più perso nel corso del match, soprattutto considerando il 61.9% virtussino ai liberi che ha rischiato di pesare non poco sul finale di match.




