
AS MONACO – HERBALIFE GRAN CANARIA 2-0
La parte alta del tabellone playoff di Eurocup ha già eletto la propria finalista: è il Monaco di coach Mitrovic, che supera in due partite Gran Canaria. Una serie dove il campo è stato abbastanza impietoso in favore dei monegaschi, più di quanto non dica il finale folle di gara 2. Con un Dee Bost che, dopo una buona partita (15 punti e 5 assist), ha rischiato di rovinare tutto con sei secondi di follia cestistica. Prima lo 0/2 dai liberi che non ha chiuso i conti, con i suoi sopra di tre, poi, un attimo dopo, un fallo criminale sul tiro della disperazione da metà campo di Andrew Albicy. Per fortuna di Monaco sono intervenute le mani fatate di Rob Gray a segnare il jumper della qualificazione sulla sirena, evitando un supplementare che non sarebbe certo stato una passeggiata di salute.
Nei quaranta minuti precedenti, però, Monaco aveva controllato la partita. Riuscendo ancora ad imbrigliare Aj Slaughter con la difesa asifssiante di N’Doye e trovando in attacco ottime cose da O’Brien, Inglis e Marcos Knight. In particolare quest’ultimo decisivo nel quarto periodo, con più di un canestro davvero pesante, lui che è stato rebus irrisolto per Gran Canaria sui pick&roll con le sue accelerazioni. I padroni di casa sono sempre stati di rincorsa e, fino al tentato suicidio monegasco finale, non hanno mai dato l’impressione di poter riprendere la partita, nonostante cose ottime di Stan Okoye e l’impatto di Matt Costello e il 2000 Alek Balcerowski sotto i ferri. Confermando, peraltro, quanto visto in gara 1, altra partita in cui il risultato finale non è mai stato realmente in discussione.
Gara diversa dalla seconda, con Monaco che ha annichilito gli avversari nei primi venti minuti con un piano partita perfettamente riuscito: annullare Slaughter con la staffetta Demahis-N’Doye e, in attacco, cavalcare un Rob Gray in totale stato di grazia. L’ex Levallois ha lasciato sul referto della gara venticinque punti con 5/6 da dietro l’arco, mettendo in mostra tutto il suo meraviglioso arsenale offensivo. Fatto non solo di canestri in uscita dai blocchi, ma anche da una notevole capacità di usare il corpo per farsi spazio una volta preso vantaggio sul proprio difensore.
Dal +18 di metà partita, propiziato da un parziale di 10-0 in chiusura di tempo, i biancorossi hanno gestito la partita, con l’Herbalife che si è riavvicinata nel finale, ma non ha mai realmente fatto paura. Nonostante un Costello che ha vinto il duello diretto con Mathias Lessort (22 e 7 rimbalzi per lui) e una bella prestazione di Tomas Dimsa, cavalcato come handler principale nel secondo tempo, visti i primi venti minuti difficoltosi della coppia Slaughter-Albicy.
Monaco, dunque, ora guarda con soddisfazione il tabellone Eurocup che vede il suo nome già scritto nell’ultima casellina. E, soprattutto, attende con ansia il risultato di Zenit-Panathinaikos di lunedì. Come ormai ben noto, una vittoria dei russi, contro un Pana già eliminato, eliminerebbe dai playoff di Eurolega Valencia, regalando un posto alla massima competizione della prossima stagione ad entrambe le finaliste di Eurocup. Un traguardo che, all’inizio di questa Eurocup, forse non in molti si sarebbero attesi nel Principato.
A cura di Nicolò Fiumi





