Crudele l’impatto dell’Eurolega con i veterani della Virtus: nel quintetto iniziale solo Cordinier tra gli esterni ha la fisicità necessaria per reggere l’impatto del backcourt lituano. Evans fa canestro e mette in difficoltà Hackett, Belinelli dietro fatica e davanti non riesce a spaziarsi per tiri puliti, 10-2 Kaunas. Due cambi segnano l’inversione di rotta: Dobric per Belinelli pareggia e supera l’energia difensiva dei verdi ed è preciso in attacco; Pajola spegne Evans, la Virtus pareggia e sorpassa.
Virtus in controllo tra la seconda metà del primo quarto ed i primi sette minuti del secondo, con un ottimo Dobric ed un buon impatto di Mickey e Smith. Vu nere avanti fino al +14, poi Banchi ripropone il backcourt iniziale e purtroppo il risultato non è differente: 9-0 Kaunas con i lituani che prendono vantaggio ogni volta che mettono palla a terra, due triple consecutive di un ottimo Manek mandano lo Zalgiris al riposo sotto di solo cinque punti, un vero affare.
Corregge il quintetto Banchi in apertura di terzo quarto, con Dobric al posto di Belinelli. La Virtus resta in controllo durante la prima parte del terzo quarto e prova a strappare, sempre in presenza di Alessandro Pajola in campo. Show di Cordinier in difesa ed in attacco, con anche sei assist, ma non riesce la fuga grazie alla continuità di Evans a cui Hackett non vede purtroppo nemmeno la targa.
Difficilmente comprensibile la scelta di Banchi di non usare Pajola per l’ultimo quarto, con Hackett che dietro non riesce minimamente a limitare Evans che fa letteralmente a fette la difesa bianconera. Ci provano Mickey e Shengelia davanti ma Smits fa la voce grossa e Ulanovas punisce con continuità. Dimsa annulla Belinelli e la Virtus, con quintetti a dire il vero molto improduttivi, dilapida il vantaggio. Evans inventa due canestri dal palleggio, la Virtus uno che inventi dal palleggio non ce l’ha (l’aveva detto qualcuno alcune settimane fa, forse non aveva tutti i torti). I bianconeri restano aggrappati alla partita con orgoglio ma cedono 79-82 con molti rimpianti.
Zalgiris Kaunas
Evans 9: torna dopo un infortunio che poteva pregiudicarne la carriera e domina la partita, non solo in attacco, dove massacra Hackett con continuità, ma anche in difesa, dove oscura le idee al play di Forlimpopoli. Solo Pajola riesce a limitarlo, nei pochissimi minuti in campo.
Mitrou-Long 5.5: solo due triple estemporanee nel primo quarto, pare ancora un corpo estraneo nella rotazione di Maksvytis.
Lekavicius 5: non ha la stazza per questo tipo di contese.
Hayes 5: non incide, gli vengono giustamente preferiti Smits e Manek che creano qualche problema al settore lunghi bianconero.
Giedraitis n.e.
Smits 7: solidissimo, attende che la partita venga da lui nel terzo e quarto quarto, dove mette canestri importanti e sigilla l’area.
Birutis 5: quando è in campo fa abbastanza danni, la partita passa lontano da lui.
Dimsa 6,5: cancella dal campo Belinelli e aggiunge 8 punti in momenti importanti.
Lavrinoviciu n.e.
Manek 6.5: mette tiri importanti e contribuisce in modo decisivo al recupero dello Zalgiris dal parziale più pesante.
Butkevicius 6: tanto lavoro sporco.
Ulanovas 7: insieme ad Evans il più continuo, solido avanti e dietro, mette un canestro importante ed estemporaneo nel finale, non perde il confronto con le ali bianconere.
Virtus Segafredo Bologna
Cordinier 7: il migliore degli esterni e l’unica buona notizia della serata, fa canestro con continuità, sei assist, palla in mano spesso è la luce dell’attacco virtussino.
Lundberg n.e.
Belinelli 4,5: la prima di Eurolega dice che il capitano, a questo livello di fisicità, fa molta (naturale) fatica. In difesa non vede la targa dei suoi avversari, in attacco riesce a liberarsi due volte sole al tiro: un canestro da due punti dal mezzo angolo ed un tiro da tre su cui gli viene fischiato un tecnico per flopping.
Pajola 7: quando il +/- è significativo: +16 in 11 minuti, con anche 2 rimbalzi e 2 assist, c’è sempre nei quintetti che provano lo strappo, è l’unico a capirci qualcosa su Evans, con lui in campo l’attacco gira. Lo scarsissimo utilizzo, nullo nell’ultimo quarto, è francamente un mistero.
Smith 6: anche lui fa piuttosto bene, soprattutto dietro. Un paio di begli assist e, di nuovo, soli 11 minuti.
Dobric 7,5: a lungo il migliore della Virtus, gioca un primo tempo sontuoso su entrambi i lati del campo. Cala alla distanza, insieme a tutta la squadra.
Cacok 5.5: in soli 5 minuti di utilizzo prende 3 rimbalzi ma perde anche 3 palloni, viene panchinato e non più riproposto.
Shengelia 6,5: ci prova, segna con continuità ma va a sbattere contro i raddoppi di Kaunas nel secondo tempo. Soffre Ulanovas nel finale. Sta in campo moltissimo, pare stanco nel finale.
Hackett 4: una delle peggiori partite da virtussino. Dietro soffre terribilmente la velocità di Evans che gli va via, letteralmente, ad ogni azione. Davanti è confusionario, probabilmente anche stanco per quasi 30 minuti di utilizzo.
Mickey 7: uno dei pochissimi a segnare con continuità, se fa canestro da tre punti diventa uno stretch 5 preziosissimo con un 4 come Shengelia che tende ad usare il pitturato. Non efficacissimo come rim protector, ma quello lo si sa da sempre.
Polonara 5: preoccupa la mancanza di fiducia, più che la condizione. Fa una cosa buona e una cattiva, non attacca spalle a canestro i mismatch sui cambi, non prende nemmeno un tiro, sotto canestro non ha la cattiveria, o forse le gambe, necessarie per finire al ferro.
Dunston 6: inizia bene, facendo cose preziose, poi non viene più riproposto.





