Disciplina
C’è preoccupazione nel vedere quello che succede a livello di comportamento nelle ultime due stagioni. Siamo partiti dalla rissa di Madrid l’anno scorso che ha mostrato due metri di valutazione completamente diversi e, possiamo dire senza timore di smentita, che ha tolto una Final Four al Partizan e dato una coppa al Real Madrid. È ancora incomprensibile come sia stata valutata quella situazione e le punizioni comminate alle squadre. Quest’anno rimane un mistero come sia possibile che un proprietario possa dire e fare ciò che ritenga più (o meno) opportuno sia sul campo da gioco che soprattutto sui social, infangando la reputazione di EuroLeague.
Serviva una risposta concreta, un’azione anche punitiva per evitare che certe cose si riproponessero e invece, per due anni consecutivi, siamo davanti a dei pericolosissimi precedenti che, senza interventi, legittimano chiunque a ripeterli in futuro per intimidire o indirizzare un risultato sportivo. EuroLeague è davvero disposta ad accettare una condotta di questo tipo in campo e fuori? È davvero disposta a legittimare che queste cose succedano anche l’anno prossimo magari con altri protagonisti? Non stiamo nemmeno a parlare degli incresciosi avvenimenti di Berlino dove, se due tifoserie si accoltellano per la strada non è certo colpa di EuroLeague, ma se due tifoserie notoriamente non concilianti forzano per entrare senza biglietto, creano scompiglio fino a far ritardare il normale svolgimento della manifestazione, qualche problema c’è, anche verso chi ha pagato il biglietto e ha dovuto fare la fila per entrare a un evento che aveva regolarmente pagato.
In campo le Final Four di quest’anno non hanno regalato una qualità di basket eccelsa, ma quello può succedere, però EuroLeague deve muovere passi decisi in una direzione diversa da quella che sta prendendo per evitare di raggomitolarsi su se stessa e spegnersi lentamente. Nessuno lo vuole, giocatori, dirigenti, tifosi, giornalisti, ma serve una sterzata… decisa e repentina.





