HomeEuroLeagueEuroleague: troppi infortuni, come si può rimediare?

Euroleague: troppi infortuni, come si può rimediare?

Un tema importante che comincia a ricorrere all’interno della stagione di Euroleague è quello degli infortuni. Con l’aumentare delle partite, dello sforzo e dello stress sia fisico che mentale, si alza l’incidenza degli infortuni e con Marco De Benedetto, nella settima puntata di Backdoor Call abbiamo provato a immaginare quali potrebbero essere dei rimedi, magari di piccola entità, ma che potrebbero facilitare la vita dei giocatori. In più abbiamo fatto un cross podcast con ciò che ci ha raccontato Luca Virgilio in The Process riguardo a investimenti e studi sulla prevenzione degli infortuni.

Il problema è che l’attuale conformazione dell’Euroleague ti spinge a livelli allucinanti, anche senza infortuni e la qualità non può essere quella che si vorrebbe avere, anche perché questo è il mese di dicembre, storicamente se tu facessi un sondaggio vedresti che è proprio il primo mese in cui inizi a sentirti veramente stanco, perché quando parti ci metti un attimo a carburare, sei concentrato su quello, poi a novembre ti senti meglio, ma da dicembre inizia a esserci stanchezza, perché poi sei in un momento in cui sembra di non vedere mai la fine e sembrano non arrivare mai le partite vere, quelle in cui ti giochi qualcosa.

Pensi che magari anche con la collaborazione di Euroleague, in stile NBA, ci possano essere dei trasporti più semplici, magari come fece il CSKA avere l’aereo della squadra dove, come in ottica NBA, magari mentre voli puoi ottimizzare il tempo, far riposare in un determinato modo i giocatori, fare della fisioterapia, ecc. Pensi si possa fare?

Hai centrato un punto importantissimo. Con me sfondi una porta aperta, quello che mi risulta però, diciamo che se da un lato l’associazione dei giocatori di Euroleague ha ottenuto diverse cose come le stanze in trasferta che devono essere singole, in ottica di dare più riposo, più tempi di riposo di qualità possibile. Il grande tema dei trasporti e del modo in cui viaggi rispetto al mondo NBA è troppo diverso, perché poi viene sempre demandato al potere economico delle società e questa cosa non è giusta. Una lega forte, quando si parla di massima competizione europea, dovrebbe avere un provider di voli almeno con qualcosa di privilegiato. È brutto dire ma è così, quando tu fai 50 voli in un anno tra competizione nazionale, Euroleague, ecc. non puoi pensare di volare sempre in base alle esigenze dei voli di linea.

Nel podcast di The Process Luca Virgilio a Nebraska ci ha raccontato che loro fanno tantissimi test quasi ogni mattina sui giocatori per vedere le articolazioni come vanno, nei salti e nei movimenti. C’è anche tantissimo investimento economico edi tempo su quella che è la prevenzione degli infortuni. Ricordo che Simone Casali mi disse, i grandissimi investimenti che l’NBA fa nella prevenzione degli infortuni sono anche volti a dire che se tu hai Kevin Durant, LeBron James etc., hai bisogno che siano in campo e quindi quanto l’investimento di X milioni di dollari nella prevenzione ti può costare realmente, se invece non lo fai e hai 30 partite in più senza Kevin Durant in stagione?

 

Se devo pensare al professionista singolo che lavora nella squadra anche di Euroleague che sia il preparatore, il responsabile dei fisioterapisti, il dottore e poi quindi di conseguenza lo staff tecnico o la dirigenza, tutti hanno presente quello che bisognerebbe fare e so che ci sono alcuni staff all’avanguardia in quel senso che non hanno magari potenzialmente niente da invidiare al modo di approcciarsi che può avere Luca a Nebraska, ma poi quello che fa differenza è quanto, quello che vede lo staff di Luca a Nebraska rispetto a quello che vede lo staff della squadra X di Euroleague, si riesca poi a entrare a un livello superiore ovvero la capacità di far seguire all’investimento numero uno, ovvero il software che ci dà dei dati, l’investimento numero due ovvero: abbiamo dei dati che sono preoccupanti facciamo qualcosa per migliorare la situazione. Quello è quello poi che manca perché quando riesci a fare l’investimento numero uno tante volte è l’unico che ti è permesso e quindi manca una filiera che ti porti all’ottimizzazione dei tuoi asset che alla fine sono i giocatori.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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