Alla fine aveva ragione lui. Come spesso accaduto in questi anni, Ergin Ataman ha avuto ragione fin dall’inizio. Per diverso tempo l’allenatore dell’Efes, nonostante il percorso impervio in regular season, aveva paventato la vittoria dell’Eurolega. Non importava quanto la sua squadra sembrasse fuori fase, con alcuni giocatori dal rendimento troppo basso e troppo basata sull’asse Larkin-Micic. Il turco ne era sicuro, l’Anadolu sarebbe stato campione europeo in back to back. Poco meno di una settimana fa, la predilezione si è avverata. Il vincitore, alla fine dei conti, è stato nuovamente lui. Ataman ha potuto così festeggiare con i pugni alzati, celebrazione già diventata iconica. Ma l’affare non si conclude qui.
Even with all the water around, Ergin Ataman's fists just can't be contained ✊?? pic.twitter.com/PQkuV1U002
— BasketNews (@BasketNews_com) May 21, 2022
L’allenatore dell’Efes, nelle scorse settimane, non si è concentrato molto sul futuro della sua squadra. Molti parlavano di last dance per questo gruppo, se non addirittura per la società tutta pronta a perdere i propri pezzi più pregiati. Ergin non si era mai sbilanciato, ma oggi è tornato a farlo. Senza peli sulla lingua, come al suo solito, ma recitando una promessa: i fuochi d’artificio non sono finiti qui. C’è ancora del lavoro da fare, e la voglia di raggiungere un three-peat storico è più forte che mai.
Questo e tanti altri i temi affrontati da Ataman in una recente intervista a TRT Spor. Il coach turco infatti si è aperto completamente su quello che potrebbe essere il futuro della squadra. Futuro che passerà necessariamente da Vasilije Micic, attratto sempre più dall’American Dream: l’NBA. Non potrebbe essere altrimenti, per il giocatore più impattante di tutta l’Eurolega. La sensazione nei giorni scorsi è stata che il serbo, dovesse presentarsi l’opportunità, sarebbe pronto a cogliere il rischio. Ma il suo allenatore è di altro avviso.
Ha un’opzione di uscita per l’NBA entro il 20 Luglio. Ci potrebbe pensare se riceve un’offerta. Io credo che gli piaccia giocare in Europa e penso continuerà con noi.
Sistemato il primo punto di interesse, bisogna necessariamente passare al secondo: Shane Larkin. Anche in questo caso, si è parlato molto di un possibile addio della guardia turca. Destinazioni future? Probabilmente tutte le big europee, visto che nessuno vorrebbe perdere l’opportunità di aggiungere un giocatore del suo talento. Il gioco degli incastri sarà senza dubbio divertente: se Micic parte, Larkin resta? Oppure il contrario? O forse i due non sono così strettamente correlati tra di loro come sembra. Sicuramente Ataman avrebbe piacere nel tenerli entrambi.
Larkin dobbiamo considerarlo come un giocatore turco, è salito sul podio con la bandiera turca dopo la finale. Shane è al culmine della sua carriera ed è felice con noi.
Slegato invece dai due talenti offensivi dell’Efes è il discorso relativo al mercato. Delle aggiunte vanno fatte necessariamente, e anche di un peso significativo. In modo da non perdere punti in termini di talento e competitività. Ergin Ataman non lo permetterebbe, è sempre stato un vincente e non vuole di certo smettere ora di esserlo. Per questo il coach ha promesso che bisognerà aspettarsi dai turchi dei colpi sorprendenti quest’estate.
Abbiamo un budget di circa 28 milioni di euro. Siamo in contato con nomi molto sorprendenti e interessanti. Forse tra un paio di giorni prenderemo delle decisioni.
Una di queste decisioni dovrà riguardare Will Clyburn. Come riportato nelle scorse settimane, l’ala ex Cska è infatti ad un passo dall’accordo con il club turco. Un’aggiunta potenzialmente esplosiva all’interno di un roster del genere. Ataman nelle scorse settimane aveva confermato i contatti, e ieri è tornato sull’argomento. L’accordo non sembra essere stato ancora raggiunto, ma l’Efes ha tutto l’interesse nel chiudere l’affare il prima possibile.
Molte squadre in Europa stanno inseguendo Will Clyburn, ma vogliamo che giochi per noi.
Nessuna trattativa nascosta, nessuna falsa dichiarazione per cercare di sviare. L’allenatore dell’Anadolu è così: uno stratega ma anche un uomo vero, che non le manda a dire a nessuno e che è sempre molto sincero e diretto. Odiato e amato in giro per l’Europa, un carattere come il suo spesso divide gli appassionati. Ma al basket nostrano serve anche e soprattutto questo: figure catalizzanti, che rischino il tutto per tutto. Più Ergin Ataman per tutti.
