Non una. Non due. Non tre. Molte di più saranno le volte necessarie al Barcellona di Jasikevicius per chiudere definitivamente i conti dei singoli atti di questa serie. Nonstante l’assenza di Walden, il Bayern Monaco di Andrea Trinchieri è avversario scomodissimo da affrontare. 77-67 il punteggio finale della prima battaglia fisica e tattica tra due delle squadre meglio allenate d’Eurolega. Quali sono state le chiavi della partita? I prossimi spunti sono solo alcuni delle svariate sfaccettature che due geni della panchina ci hanno regalato e ci regaleranno nei prossimi episodi della sfida.
ASSIST/TURNOVER RATIO
Guardando il boxscore della partita, a balzare all’occhio non sono tanto i 5 assist di Calathes. Il play del Barcellona ci ha abituato a ben altra gestione dei ritmi: la pressione sulla palla dei vari Weiler Babb e Jaramaz ha annebbiato la vista del #99. Se la difesa sul greco ha funzionato bene, altrettanto non si può dire della pressione esercitata sugli altri esterni del Barca: 18 assist a 9 è un dato emblematico, che conferma le aspettative della vigilia. A fare rumore sono le palle perse registrate da entrambe. Solamente 10 per i padroni di casa, addirittura 16 per il Bayern. L’errore tattico in cui i giocatori di Trinchieri sono sovente caduti è stato quello di ricercare ossessivamente il post basso. Con tutto il roster (ad eccezione di Sisko), contro tutti gli accoppiamenti offerti dalla difesa: se con Kuric, Laprovittola e Calathes i dividendi si raccolgono fruttuosi, la stessa giocata non può essere fatta con Mirotic, Davies o Hayes. Palla persa, transizione, canestri semplici per i padroni di casa. Una maggiore oculatezza è necessaria a Trinchieri per sovvertire i pronostici sin da gara 2.
ENERGIA DALLA PANCHINA
Verso la fine del primo quarto il Bayern raggiunge il +9, che sarà il suo massimo vantaggio di tutto l’incontro. Piccolo problema: le rotazioni infinite di Jasi portano al primo giro di cambi. Purtroppo per il Bayern entrano in campo Brandon Davies e Dante Exum. Risultato? Parziale di 12-1 a cavallo tra primo e secondo quarto: il Barca mette la testa avanti e non la tirerà più indietro, nonostante i tentativi di rientro del Bayern. Il lungo americano è impressionante per la quantità di situazioni in cui è impiegato in campo: in attacco garantisce mismatch a ogni blocco, in difesa pressa a tutto campo e tiene divinamente gli scivolamenti contro qualsiasi guardia di Trinchieri che prova ad attaccare dal palleggio, a rimbalzo garantisce possessi offensivi a profusione grazie a un oscuro lavoro di tagliafuori e prese di posizione. 19 punti e 5 rimbalzi col 67% dal campo sono numeri che, paradossalmente, non rendono conto dell’importanza di Davies nell’impatto devastante che ha avuto la panchina di Jasi in gara 1 (45 punti a 32 contro i pari grado del Bayern). L’esterno australiano, aggiunto a novembre come un tappabuchi qualsiasi, si sta rivelando partita dopo partita un rebus irrisolvibile per le squadre avversarie: atletismo fuori dal comune (chiedere a Othello Hunter cosa ne pensi…), leve infinite per coprire lateralmente il campo e capacità di leggere tempi e spazi con cui attaccare in movimento la difesa avversaria. Pensare che giochi solo 19:46 minuti deve rendere conto della profondità del roster blaugrana. Ah già, quasi dimenticavamo: i due canestri decisivi della partita portano la firma di un 2000 lituano alla prima partita di playoff della carriera. Il futuro di Rokas Jokubaitis è splendente.
Fans in Barcelona are already creating a joyous atmosphere in Palau Blaugrana – the play-offs begin for the Spanish giants ? pic.twitter.com/2N7OhlAgJj
— BasketNews.com (@BasketNews_com) April 19, 2022
PERCENTUALI ED EFFICIENZA
In una sfida dove l’unico 5 che si può permettere di avere minutaggio per entrambe le squadre è, per ragioni di mobilità laterale, Othello Hunter, Barca e Bayern vanno piccole. E se si va piccoli, il Barcellona è semplicemente più grosso. Per rimanere attaccati alla serie, i bavaresi saranno condannati a ripetere l’eccellente 40,7% da dietro l’arco e l’ottimo 84,2% ai liberi. L’unico faro nella notte del Palau Blaugrana è stato il solito Vladimir Lucic, tirato a lucido per il decisivo finale di stagione; Hilliard si era acceso nel terzo quarto (12 punti con 4/7 dal campo e 50% da 3), prima di essere costretto a rientrare anzitempo negli spogliatoi per un infortunio alla spalla che non lascia presagire nulla di buono per il prosieguo della serie; Jaramaz ha sparato a salve, mentre Thomas e Rubit non hanno concretizzato le sorprendentemente libere ricezioni in situazione di short roll. Non è bastata neanche la partita ordinata di Weiler Babb: le fiammate della panchina del Barcellona hanno scavato un solco a inizio quarto quarto rivelatosi incolmabile. In una serata dove un MVP come Nikola Mirotic si è preso qualche ora di ferie (ma quel fadeaway per chiudere la partita devi pur sempre metterlo, e se lo metti sei un campione), l’impressione è che il Barca si sia limitato a sgasare il giusto per garantirsi un finale di partita meno concitato e teso del dovuto. Missione compiuta, seppure i brani tecnici non siano stati i più scintillanti. Un esempio? 0/3 da 3 punti per Kuric. Kyle Kuric. Quante volte ricapiterà? Crediamo poche. Se esiste però un maestro negli aggiustamenti e nelle mosse a sorpresa, quello è Andrea Trinchieri. Appuntamento a giovedì, sempre al Palau Blaugrana di Barcellona, per gara 2. Conferma del fattore campo o scalpo di lusso? Al post l’ardua sentenza.
