Come sta andando la stagione di Achille Polonara? Dopo la buona annata al Fener e i primi mesi tutt’altro che esaltanti all’Efes dove con Ataman non si è mai preso, l’ala marchigiana si è trasferita in gennaio in Lituania, allo Žalgiris, nonostante gli abboccamenti più o meno veri con la Virtus Bologna. La squadra, con uno dei budget minori dell’Eurolega, è sopra il 50% di vittorie e in lotta per gli ultimi due posti playoff: l’arrivo di Polonara ha permesso di allungare le rotazioni in un ruolo sempre molto complicato da reperire a stagione in corso. In campionato, nonostante la sconfitta casalinga contro il Rytas nell’ultima sfida, è saldamente in testa ma questa oggettivamente non è una sorpresa.

Nella massima competizione europea, l’azzurro sta disputando numeri alla mano la sua peggior stagione. Togliendo le sue partite con la maglia dell’Efes, è stato protagonista nelle due vittorie contro le ultime due della classe, Asvel e Alba. Per lui rispettivamente 11 punti 6 rimbalzi con 3/4 da tre con i francesi e 9 punti e 9 rimbalzi contro i tedeschi. In tutti gli altri match, anche quelli vinti, l’apporto è stato così così. Net rating sempre negativo, il che semplificando significa che con lui in campo la squadra è andata peggio che quando era in panchina.

Andando a vedere le stats, con la maglia dei campioni lituani Polonara fattura in Eurolega 5.4 punti a partita in 19 minuti; giocando un po’ di più, e con una squadra più forte, erano più di 7 l’anno passato. Il paragone con la superba stagione al Baskonia, due anni fa, non regge a causa del diverso utilizzo soprattutto in termini di minutaggio, ma le cifre sono più che dimezzate. A Kaunas, è curioso come Achille segni con ottime percentuali da 3 nel campionato europeo (38%, addirittura il 40 quando era all’Efes, il che lo rende tra i più pericolosi dall’arco), percentuale che crolla nel campionato lituano dove non arriva al 20%, giocando e tirando di più.

Scollinati i 30 anni, è cambiato il modo di giocare di Polonair: se in nazionale – e lo abbiamo visto agli Europei – è rimasto un giocatore esplosivo, nelle competizioni di club l’impressione è che questa caratteristica sia sfruttata poco, o che gli anni comincino a farsi sentire. Per quanto possa essere una statistica fine a sé stessa, in questa stagione europea l’azzurro ha schiacciato una sola volta, contro le 9 della scorsa stagione e le 14 del 2020/21.
In calo anche le stoppate, e, a occhio nudo, la mobilità difensiva che lo avevano reso indispensabile negli switch sia nei paesi baschi che con la maglia del Fener. I piccoli lo puntano più facilmente di una volta, mentre in attacco è utilizzato principalmente come giocatore sugli scarichi, con le incursioni in area dal palleggio che si sono quasi annullate.

Come si può vedere, Polonara viene sempre più puntato dai piccoli quando la difesa opta per il cambio sistematico. La difesa di Achille in queste situazioni è stata il punto di forza della nazionale sia con Sacchetti che con Pozzecco.
In questo video, quella che è rimasta la specialità della casa: il tiro sugli scarichi.
Se lo Žalgiris dovesse confermare il posto tra le prime 8, è naturale comunque immaginare un suo utilizzo maggiore nel round a eliminazione diretta, dove la sua esperienza può risultare comoda. A fine stagione, per la terza volta in un anno solare, è destinato a cambiare maglia ed è difficile capire dove potrebbe finire.

Le statistiche in ribasso non sono di per sé una sentenza, e anzi, è probabile che possa trovare ancora spazio in Euroleague: chissà se sarà la volta buona per vederlo in maglia Virtus oppure se dopo il Mondiale – che a rigor di logica sarà la sua ultima avventura in azzurro – tornerà in Spagna, dove ha un’ottima fama e dove potrebbe strappare un contratto, magari tornando romanticamente al Baskonia dove ha lasciato un pezzo di cuore.





