Si tiene oggi a Barcellona una riunione di grande importanza per il futuro dell’Eurolega. L’incontro, fissato per le ore 16:00, vedrà i rappresentanti della competizione confrontarsi su diversi nodi cruciali, a partire dall’ipotesi di allargare il torneo da 20 a 22 squadre e dalla questione delle licenze non ancora rinnovate.
Il nodo delle licenze: Real Madrid, Fenerbahçe e ASVEL
Tra i temi più urgenti c’è la scadenza del termine per il rinnovo delle licenze di Real Madrid, Fenerbahçe e ASVEL, le uniche tre squadre tra le detentrici di licenza A permanente a non aver ancora completato l’operazione, a differenza delle altre dieci che lo hanno già fatto. Il nuovo CEO dell’Eurolega, Chus Bueno, punta a ottenere il rinnovo da parte di Real Madrid e Fenerbahçe già nella giornata odierna. Per i francesi, invece, la situazione appare più complessa: la permanenza del club di Tony Parker è messa in discussione per motivi legati a risultati sportivi, sostenibilità economica e affluenza di pubblico, secondo quanto riportato da Marca.
Formato a 22 squadre e divisione in due regioni
L’altro grande tema sul tavolo riguarda il possibile cambiamento di formato della competizione. L’ipotesi al vaglio prevede il passaggio a 22 partecipanti con la stagione regolare suddivisa in due regioni, abbandonando l’attuale sistema del girone unico all’italiana. La discussione coinvolgerà tutte le 20 squadre, comprese le 13 con licenza A: Panathinaikos, Olympiacos, Efes, Baskonia, Barcellona, Fenerbahçe, Maccabi, Armani Milano, Real Madrid, Villeurbanne, Bayern Monaco, Zalgiris e CSKA Mosca, la cui licenza resta al momento sospesa.
Lo stesso Bueno, intervistato da Marca, ha illustrato i pro e i contro della possibile riforma:
“Abbiamo visto l’impatto del modello ‘tutti contro tutti’ con 20 squadre in termini di trasferte e delle numerose settimane con due partite. Non abbiamo ancora deciso se passare a due regioni. Se lo faremo, sarà perché avremo almeno 22 squadre, altrimenti ci sarebbe il rischio di un degrado del prodotto, cosa che vogliamo evitare.”
“Il numero di partite si ridurrebbe del 25% o del 30%, il che comporterebbe il rischio di minori introiti dai diritti televisivi. Con cinque o sei partite casalinghe in meno, i club potrebbero vedere un calo delle vendite dei biglietti e degli introiti da sponsorizzazioni.”
Infine, durante la riunione l’Eurolega aggiornerà i club sui prossimi passi verso la conversione al modello franchising, prevista per la stagione 2027-28. In questo contesto, diverse realtà hanno già manifestato interesse a entrare nel sistema: tra queste figurano PAOK e Besiktas, oltre a club attualmente privi di licenza A come Dubai, Valencia e Hapoel Tel Aviv.
