L’Eurolega si trova a gestire un’altra situazione complicata nel corso della stagione, legata a questioni che non dipendono direttamente dalla pallacanestro.
Le squadre di Tel Aviv, che erano recentemente tornate a giocare le proprie partite in casa, saranno infatti costrette nuovamente a disputare gli incontri in campo neutro. Si tratta di una decisione legata a fattori esterni allo sport, ma che inevitabilmente incide sull’organizzazione della competizione.
La stagione europea, già complessa negli ultimi anni, si trova quindi ad affrontare un nuovo elemento di incertezza. Ecco cosa ci ha detto Marco De benedetto nell’ultimo episodio di Backdoor Call.
Noi spesso non abbiamo risparmiato critiche all’organizzazione dell’Eurolega su vari aspetti. Devo dire che, tolta forse un po’ di fretta nel dare la luce verde per il ritorno a casa a dicembre alle squadre israeliane, aspetto che posso comprendere vista la loro lunga assenza, in generale organizzare il torneo è molto complicato, soprattutto considerando la situazione politica attuale.
Ovviamente, non ne discutiamo né ci concentriamo su questioni politiche, perché non ci competono ed è solo tristezza.
Non saprei cosa consigliare all’Eurolega: non siamo in grado di indicare soluzioni, ma questa complessità rappresenta un’ulteriore fonte di preoccupazione per l’equilibrio competitivo di quest’anno, così come per le formule dei tornei e per gli eventi futuri.
Per esempio, anche se i Mondiali sono organizzati dalla FIBA e non dall’Eurolega, il contesto resta complicato. L’anno prossimo si giocheranno in Qatar e, insomma, non tutto è così lineare come dovrebbe.
Purtroppo, bisogna dare il proverbiale colpo al cerchio e colpo alla botte per portare a casa la stagione. Salvo eventi tragici imprevedibili, la stagione si concluderà regolarmente, nonostante tutte le difficoltà organizzative e politiche che possono emergere.
